02 luglio 2012 - Negli Usa, il Senato non approva l’emendamento presentato dal Senatore Sanders che avrebbe concesso agli stati federali la possibilità di indicare in etichetta se un prodotto contiene o deriva da un OGM. La proposta (SA 2256) era stata avanzata nel contesto del Farm Bill, la legge che regolamenta il sistema agro-alimentare del paese, votata a fine giugno con un ampio supporto anche da parte dei conservatori.
Nel presentare l’emendamento, il Senatore aveva sottolineato che “il diritto dei cittadini americani di sapere quello che mangiano" ha trovato ovunque un forte ostruzionismo da parte delle multinazionali del settore. I 36 emendamenti presentati finora in 20 stati, infatti, non sono riusciti a diventare leggi pur ottenendo un supporto maggioritario, in quanto Monsanto ha minacciato il ricorso ad azioni legali, sostenendo che gli stati non hanno l’autorità per legiferare su questi temi. Secondo l’American Council on Science and Health, un ente finanziato dalle grandi aziende farmaceutiche e agro-alimentari, l’etichettatura è ingiustificata sul piano dei rischi degli OGM, genera confusione e farebbe aumentare i prezzi degli alimenti. Tuttavia dai sondaggi emerge che il 91% dei cittadini americani chiede l’etichettatura obbligatoria degli OGM e, per la prima volta, circa un milione di persone si è rivolto alla FDA, l’Agenzia governativa che regolamenta alimenti e farmaci, per chiedere l’applicazione di questa norma a livello nazionale.
Dopo il fallimento dell’emendamento “Sanders”, che si sperava avrebbe almeno chiarito gli aspetti controversi della normativa, si attendono gli sviluppi del referendum previsto in California per il prossimo novembre, che potrebbe cambiare il futuro dell’agricoltura Usa.
Il programma di riforma agricola (Farm Bill) votata di recente al Senato rappresenta un’opportunità mancata di cambiare alla radice il sistema alimentare, a partire dal controllo esercitato dalle multinazionali.
Per saperne di più:
S. 3240 - Agriculture Reform, Food, and Jobs Act of 2012