25 maggio 2012 - In Gran Bretagna, il sistema alimentare sviluppato finora non è sostenibile per l’ambiente e danneggia la salute umana, pertanto il governo dovrebbe promuovere la ricerca agricola ed elaborare nuove strategie invece di incentivare l’uso commerciale degli OGM nel proprio paese e all’estero.
A dirlo è l’Environmental Audit Committee, il Comitato parlamentare per le politiche di tutela ambientale, in un recente rapporto sul sistema agro-alimentare e la sua sostenibilità. Nel documento si evidenzia che l’attuale sistema produttivo non tiene conto dei relativi costi e benefici ambientali connessi ad un particolare tipo di agricoltura. Gli esperti sostengono invece che è necessario sviluppare una strategia “sostenibile” che prenda in considerazione le conseguenze socio-economiche e gli impatti sulla salute e l’ambiente, che sia basata su un sistema di scambio commerciale più equo e che garantisca a tutti un cibo sano.
Nella sua analisi dei mali che affliggono la produzione e il consumo del cibo nel Regno Unito, il Comitato riconosce alle biotecnologie un ruolo parziale nella creazione di un rinnovato sistema agro-alimentare, e sottolinea invece che vi sono tecniche alternative valide per risolvere problematiche importanti, quali ad esempio la scarsità di cibo. Gli autori della ricerca hanno evidenziato la scarsità degli investimenti, sia pubblici che privati, che negli ultimi decenni hanno interessato il settore dell’agricoltura sostenibile, mentre è stata attribuita un’eccessiva importanza ai benefici delle biotecnologie e dell’agricoltura intensiva basata sugli input chimici.
Il Comitato raccomanda al governo di promuovere investimenti nella ricerca agricola e nella formazione dei giovani, di garantire una maggiore informazione sul problema degli OGM, e di istituire un organismo indipendente di ricerca capace di valutare i potenziali impatti delle colture transgeniche sull'ambiente, sull'agricoltura e sul sistema alimentare globale, a cominciare dalla possibile coesistenza o meno con le piante convenzionali e biologiche.
In ogni caso, si sottolinea nel rapporto, la promozione degli OGM non dovrebbe prescindere da una chiara accettazione del pubblico, dalla prova che apportino reali benefici all’ambiente e agli agricoltori, da una scelta informata da parte dei consumatori, e infine da una etichettatura trasparente.
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