16 novembre 2011 - La Commissione europea ha stabilito che tutti i carichi di riso provenienti dalla Cina dovranno essere accompagnati da apposita certificazione comprovante l’assenza di materiale GM, in particolare della varietà di riso sperimentale Xianyou BT63, il cui uso come alimento o mangime non è stato autorizzato nella Ue e neppure in Cina.
Il provvedimento restrittivo entrerà in vigore già dalle prossime settimane ed impone, quindi, l'obbligo di effettuare i test sul 100% delle partite a base di riso, sia al momento dell'esportazione che dell'importazione in Europa. La decisione è stata presa in seguito al parere espresso dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali dopo la scoperta della contaminazione dovuta al particolare OGM e ai controlli effettuati anche direttamente in Cina.
L’Europa importa dal gigante asiatico circa 50mila tonnellate di prodotti a base di riso, per un valore di circa 50 milioni di euro, e solo per il 2010, ad esempio, il Sistema rapido di allerta per alimenti e mangimi europeo ha attivato 47 allerte (RASFF) a causa della presenza del prodotto transgenico illegale.
Già nel 2006, la presenza dell’OGM illegale era stata denunciata nel Regno Unito, in Francia e Germania, dovuto al fatto che il riso sperimentale era stato coltivato e poi venduto illegalmente in alcune zone della Cina. Nonostante un periodo di quarantena e il rafforzamento dei controlli, ci furono nuove allerte nel 2007 e 2008, costringendo la Commissione ad esigere una certificazione obbligatoria per una serie di prodotti a base di riso, realizzata con analisi eseguite da laboratori accreditati capaci di identificare la proteina insetticida presente nel riso. Una misura insufficiente e che ha costretto la Commissione ad estendere l’obbligo della certificazione a tutti i prodotti cinesi a base di riso.
Per saperne di più:
GMOs : EU reinforces controls on Chinese rice products