CDG // MEDIABIOTECH
Osservatorio su OGM e informazione
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Presentazione

Progetto

OGM e linguaggio

OGM e informazione


 


P R I M O   R A P P O R T O  M E D I A B I O T E C H




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Scarica il programma del convegno di presentazione del 28 febbraio 2006

Rassegna Stampa



Presentazione

Nato su iniziativa del Consiglio dei Diritti Genetici, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e la Fondazione Cariplo, il Progetto MediaBiotech intende monitorare e analizzare l’intensità e la qualità dell’informazione che i media riservano alle applicazioni biotecnologiche in campo agroalimentare.

L’obiettivo è duplice: innanzitutto verificare i flussi di comunicazione sugli Ogm prodotti dal sistema mediatico nel suo complesso; in secondo luogo controllarne gli sviluppi in modo costante e indipendente, per contribuire alla qualità e alla trasparenza del dibattito in corso.

A tal fine il Progetto si avvale del sostegno di autorevoli studiosi e personalità del mondo della cultura, riuniti in un Comitato di Garanti.

Metodologia di analisi a cura dei docenti universitari: Grazia Basile e Tommaso Russo

Ufficio stampa e comunicazione: Simona Galasso

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Progetto

Mediabiotech è un osservatorio di analisi dell’informazione giornalistica sugli OGM. L’osservatorio si occupa del monitoraggio di due casi di particolare rilevanza in cui gli organismi geneticamente modificati sono stati al centro dell’attenzione mediatica.
Per il momento sono quindi stati elaborati due casi-studio:

a) contaminazione accidentale o tecnicamente inevitabile

b) coesistenza fra agricoltura convenzionale, organica, transgenica

Lo studio riguarda un corpus di articoli tratti dai 10 quotidiani e dalle 8 riviste a maggior tiratura nazionale. L’arco temporale considerato coincide con quello in cui i due casi selezionati sono stati oggetto dell’interesse dei mass media. Sul materiale raccolto l’Osservatorio sta svolgendo un’analisi linguistica basata su indici semantici e testuali. L’obiettivo è ricostruire un quadro delle varie forme di presentazione dell’informazione e dei criteri valutativi che ne stanno alla base. Lo studio indaga la tipologia delle notizie riportate, lo spazio e il credito dato ai diversi attori implicati, e l’eventuale presenza di tipologie testuali che, in maniera più o meno esplicita, riflettano una visione parziale dei temi trattati.

Vengono prese in considerazione variabili di tipo quantitativo/ qualitativo, di carattere testuale/informativo e semantico/lessicale.

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OGM e linguaggio


“Specchio fedele della vita di un popolo”. Così il linguista Giulio C. Lepschy sottolinea il legame strettissimo della lingua di una comunità con la sua organizzazione sociale da un lato e la sua evoluzione scientifica, tecnica, culturale, dall’altro: una relazione che dà forma e identità agli esseri umani e alle loro azioni, senso e valore alle loro esperienze e riflessioni.

Il Progetto “MediaBiotech” nasce dalla consapevolezza della crescente complessità – a livello storico, sociale, culturale – che caratterizza le società del terzo millennio e, di conseguenza, il suo rapporto con la lingua, declinato in forme diverse e articolate. Tanti sono i linguaggi, i modelli, gli spazi, che convivono all’interno del mondo della comunicazione, in particolare in quello dei mass media.
Quello giornalistico è il luogo in cui il complesso gioco dei rinvii tra una società e la sua lingua trova una manifestazione specifica: da un lato esso è il prodotto e il riflesso della realtà linguistica nella quale è formulato, dall'altro interviene direttamente sul suo assetto. Tale duplicità è punto di incontro di modelli lessicali e nomenclature di varia provenienza, con il vincolo della situazione d'enunciazione e l’obbligo della più larga comprensibilità. Ciò lo rende rigido e duttile al tempo stesso.

In particolare, nella trattazione di un argomento ricco di implicazioni per l’ambiente, per l’innovazione economica e tecnico-scientifica e non privo di risvolti politici come nel caso degli OGM, il giornalista si fa interprete di un complesso dibattito tra diversi gruppi sociali, che spesso può tradursi in prese di posizione più o meno esplicite. In molti casi la valutazione o il punto di vista del comunicatore traspare in superficie solo in modo indiretto proprio attraverso alcuni strumenti linguistici e retorici di presentazione delle informazioni: strutture comunicative più o meno impersonali, l’uso del lessico valutativo, il modo in cui vengono riferite le opinioni dei diversi attori, la presentazione del tema in isolamento o in congiunzione con altri argomenti, sono solo alcuni degli indici del modo in cui il giornalista orienta il lettore nei confronti delle posizioni dei diversi gruppi di opinione.

Si tratta, dunque, di criteri di scelta che, se analizzati dal punto di vista delle strategie linguistiche e testuali impiegate, possono dare importanti indicazioni sul modo in cui l’opinione pubblica è stata sollecitata a proposito di un tema, e sono in grado di mostrare quali siano le voci prevalenti e quelle più accreditate.

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OGM e informazione

In generale i media rispondono alla complessità del tema biotecnologie con un duplice atteggiamento: sul piano della comunicazione legittimano modelli stereotipati nel binomio positivo/negativo, sul quale vengono di volta in volta declinate le questioni ambientali, sociali, economiche, della salute; sul piano dell’informazione sembrano offrire un prodotto o troppo complesso o troppo semplificato , sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, irrigidito sia nelle forme che nei contenuti.

Su entrambi i fronti del binomio positivo/negativo, un’informazione stereotipata e insufficientemente approfondita, anziché rispondere alla richiesta di maggiore conoscenza espressa dal pubblico, ne alimenta atteggiamenti pregiudiziali, ideologici e oppositivi. In questo modo si rafforza il convincimento secondo cui la formazione di un’opinione, nel passaggio da individuale a pubblica, debba necessariamente legittimarsi attraverso un’ appartenenza, uno schieramento, che da lì in avanti non sarà più possibile modificare ma soltanto rafforzare. L’informazione e il suo destinatario restano nell’impossibilità di una riflessione e di un approfondimento trasversali e, sulla base del presupposto di volta in volta positivo o negativo, declinano in modo semplicistico ogni aspetto della questione.

Il modello del confronto tra opinioni contrapposte, spesso adottato, non fa che riaffermare tale binomio come unica via di accesso al tema e alla possibilità di formarsi un’opinione, ma, nel supposto tentativo di giustificare/fondare le diverse posizioni, finisce col delegittimarle entrambe. Nei duelli mediatici i contendenti non riconoscono mai l’avversario come portatore di contenuti, ma sempre e solo come portatore di posizioni, e invece di contribuire all’approfondimento del tema attraverso il confronto con la controparte, contribuiscono al suo esaurimento attraverso la demonizzazione dell’avversario. Che, come il contenuto di cui è portatore, scompare.

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