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CDG
// MEDIABIOTECH
Osservatorio su OGM e informazione
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Stampabile (PDF)
Presentazione
Nato
su iniziativa del Consiglio dei Diritti Genetici,
in collaborazione con il Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali e la Fondazione Cariplo, il Progetto
MediaBiotech intende monitorare e analizzare l’intensità
e la qualità dell’informazione che i
media riservano alle applicazioni biotecnologiche
in campo agroalimentare.
L’obiettivo
è duplice: innanzitutto verificare i flussi
di comunicazione sugli Ogm prodotti dal sistema mediatico
nel suo complesso; in secondo luogo controllarne gli
sviluppi in modo costante e indipendente, per contribuire
alla qualità e alla trasparenza del dibattito
in corso.
A tal fine il Progetto si
avvale del sostegno di autorevoli studiosi e personalità
del mondo della cultura, riuniti in un
Comitato di Garanti.
Metodologia di analisi a cura dei docenti universitari:
Grazia
Basile e Tommaso
Russo
Ufficio stampa e comunicazione: Simona
Galasso
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Progetto
Mediabiotech
è un osservatorio di analisi dell’informazione
giornalistica sugli OGM. L’osservatorio si occupa
del monitoraggio di due casi di particolare rilevanza
in cui gli organismi geneticamente modificati sono
stati al centro dell’attenzione mediatica.
Per il momento sono quindi stati elaborati due casi-studio:
a)
contaminazione accidentale o tecnicamente inevitabile
b)
coesistenza fra agricoltura convenzionale, organica,
transgenica
Lo
studio riguarda un corpus di articoli tratti dai 10
quotidiani e dalle 8 riviste a maggior tiratura nazionale.
L’arco temporale considerato coincide con quello
in cui i due casi selezionati sono stati oggetto dell’interesse
dei mass media. Sul materiale raccolto l’Osservatorio
sta svolgendo un’analisi linguistica basata
su indici semantici e testuali. L’obiettivo
è ricostruire un quadro delle varie forme di
presentazione dell’informazione e dei criteri
valutativi che ne stanno alla base. Lo studio indaga
la tipologia delle notizie riportate, lo spazio e
il credito dato ai diversi attori implicati, e l’eventuale
presenza di tipologie testuali che, in maniera più
o meno esplicita, riflettano una visione parziale
dei temi trattati.
Vengono prese in considerazione variabili di tipo
quantitativo/ qualitativo, di carattere testuale/informativo
e semantico/lessicale.
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OGM
e linguaggio
“Specchio fedele
della vita di un popolo”. Così il linguista
Giulio C. Lepschy sottolinea il legame strettissimo
della lingua di una comunità con la sua organizzazione
sociale da un lato e la sua evoluzione scientifica,
tecnica, culturale, dall’altro: una relazione
che dà forma e identità agli esseri
umani e alle loro azioni, senso e valore alle loro
esperienze e riflessioni.
Il Progetto “MediaBiotech” nasce dalla
consapevolezza della crescente complessità
– a livello storico, sociale, culturale –
che caratterizza le società del terzo millennio
e, di conseguenza, il suo rapporto con la lingua,
declinato in forme diverse e articolate. Tanti sono
i linguaggi, i modelli, gli spazi, che convivono all’interno
del mondo della comunicazione, in particolare in quello
dei mass media.
Quello giornalistico è il luogo in cui il complesso
gioco dei rinvii tra una società e la sua lingua
trova una manifestazione specifica: da un lato esso
è il prodotto e il riflesso della realtà
linguistica nella quale è formulato, dall'altro
interviene direttamente sul suo assetto. Tale duplicità
è punto di incontro di modelli lessicali e
nomenclature di varia provenienza, con il vincolo
della situazione d'enunciazione e l’obbligo
della più larga comprensibilità. Ciò
lo rende rigido e duttile al tempo stesso.
In particolare, nella trattazione di un argomento
ricco di implicazioni per l’ambiente, per l’innovazione
economica e tecnico-scientifica e non privo di risvolti
politici come nel caso degli OGM, il giornalista si
fa interprete di un complesso dibattito tra diversi
gruppi sociali, che spesso può tradursi in
prese di posizione più o meno esplicite. In
molti casi la valutazione o il punto di vista del
comunicatore traspare in superficie solo in modo indiretto
proprio attraverso alcuni strumenti linguistici e
retorici di presentazione delle informazioni: strutture
comunicative più o meno impersonali, l’uso
del lessico valutativo, il modo in cui vengono riferite
le opinioni dei diversi attori, la presentazione del
tema in isolamento o in congiunzione con altri argomenti,
sono solo alcuni degli indici del modo in cui il giornalista
orienta il lettore nei confronti delle posizioni dei
diversi gruppi di opinione.
Si tratta, dunque, di criteri di scelta che, se analizzati
dal punto di vista delle strategie linguistiche e
testuali impiegate, possono dare importanti indicazioni
sul modo in cui l’opinione pubblica è
stata sollecitata a proposito di un tema, e sono in
grado di mostrare quali siano le voci prevalenti e
quelle più accreditate.
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OGM
e informazione
In generale i media
rispondono alla complessità del tema biotecnologie
con un duplice atteggiamento: sul piano della comunicazione
legittimano modelli stereotipati nel binomio positivo/negativo,
sul quale vengono di volta in volta declinate le questioni
ambientali, sociali, economiche, della salute; sul
piano dell’informazione sembrano offrire un
prodotto o troppo complesso o troppo semplificato
, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo,
irrigidito sia nelle forme che nei contenuti.
Su entrambi i fronti del binomio positivo/negativo,
un’informazione stereotipata e insufficientemente
approfondita, anziché rispondere alla richiesta
di maggiore conoscenza espressa dal pubblico, ne alimenta
atteggiamenti pregiudiziali, ideologici e oppositivi.
In questo modo si rafforza il convincimento secondo
cui la formazione di un’opinione, nel passaggio
da individuale a pubblica, debba necessariamente legittimarsi
attraverso un’ appartenenza, uno schieramento,
che da lì in avanti non sarà più
possibile modificare ma soltanto rafforzare. L’informazione
e il suo destinatario restano nell’impossibilità
di una riflessione e di un approfondimento trasversali
e, sulla base del presupposto di volta in volta positivo
o negativo, declinano in modo semplicistico ogni aspetto
della questione.
Il modello del confronto tra opinioni contrapposte,
spesso adottato, non fa che riaffermare tale binomio
come unica via di accesso al tema e alla possibilità
di formarsi un’opinione, ma, nel supposto tentativo
di giustificare/fondare le diverse posizioni, finisce
col delegittimarle entrambe. Nei duelli mediatici
i contendenti non riconoscono mai l’avversario
come portatore di contenuti, ma sempre e solo come
portatore di posizioni, e invece di contribuire all’approfondimento
del tema attraverso il confronto con la controparte,
contribuiscono al suo esaurimento attraverso la demonizzazione
dell’avversario. Che, come il contenuto di cui
è portatore, scompare.
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