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Convegno Grano o Grane:
OGM alla prova di Governo
 


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10 maggio 2004: la multinazionale Monsanto rinuncia pubblicamente
alla commercializzazione di grano OGM. Una decisione inedita per l’impresa biotech, che prende atto della indisponibilità della filiera agroalimentare, sia di quella nordamericana, preoccupata di perdere il mercato europeo delle esportazioni, sia di quella italiana e, più in generale, planetaria, convinte della necessità di salvaguardare l’identità del proprio sistema agroalimentare.
Una delle azioni che certamente hanno contribuito alla decisione, è stata quella che ha visto protagonista il Sistema Italia. Sperimentando un metodo di intervento innovativo fondato sul dialogo tra le parti economiche e sociali delle due sponde dell’Atlantico, e dando vita a un programma di ricerca scientifica sull’argomento, il Consiglio dei Diritti Genetici ha riunito l’intera filiera agroalimentare, il mondo dei consumatori, degli ambientalisti, della scienza, secondo un modello di concertazione condivisa delle scelte, in un progetto di ricerca inedito: “Grano o Grane”, studio degli impatti del frumento OGM in campo
economico, nutrizionale, agricolo e culturale.

10 maggio 2006: a due anni esatti dalla rinuncia di Monsanto,
il Consiglio dei Diritti Genetici presenta le conclusioni del lavoro
di ricerca svolto, e offre l’occasione di ragionare sul futuro. Benché
l’impresa biotech abbia rinunciato alla specifica richiesta di
commercializzazione di grano transgenico, resta in campo l’intenzione,
di questa come di altre multinazionali, di presentare gli OGM come una soluzione globale: quali sono, a questo punto, i possibili scenari futuri? Qual è la risposta della società, dell’economia, della politica?

Il Convegno Grano o Grane: OGM alla prova di Governo è il punto di arrivo di un’attività di ricerca dedicata alla valutazione della possibile introduzione in commercio del grano transgenico, ma anche un’occasione di confronto sull’intera questione OGM
all’inizio della nuova legislatura. L’interlocuzione sugli organismi
geneticamente modificati ha assunto dimensioni planetarie ottenendo
la possibilità concreta di regolare i mercati, fondata su una duplice richiesta: da un lato una agricoltura e una alimentazione sostenibili, dall’altro una ricerca scientifica coerente con tale modello. Per un confronto adeguato è perciò necessario un dibattito su scala planetaria: insieme agli attori sociali e istituzionali italiani e ai rappresentanti del sistema agricolo USA (export di grano pari a 27,5 milioni di tonnellate), anche il mondo consumeristico e cooperativo
del Giappone (import di grano pari a 5,7 milioni di tonnellate), che nel marzo 2004 consegnò alle filiere del frumento canadese e statunitense un milione di firme di cittadini nipponici per indurre alla rinuncia alla commercializzazione
di grano OGM.

Con l’adesione di:
Albea 90, Andalini, Antaar& S, AZ Surgelati, Casalini FBF, Ciccarese, Copaim, Corsini, Corticella, Deco, Fontaneto, Galbusera, Gandola Biscotti, Grandi Molini Italiani, Grissin Bon, L'angolo della piada, Loacker, Maina, Montebovi SPA, Paf, Progeo, Reggiana Gourmet, Rummo, Surgital



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- Istituto Nazionale Economia Agraria (INEA)

- Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN)

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