<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>Fondazionedirittigenetici</title>
        <description>Feed della Fondazione diritti Genetici</description>
        <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/rssfeed.php</link>
        <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 22:56:07 +0100</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <item>
            <title>BIOSICUREZZA Nanotech, ancora incerti gli effetti</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/646/biosicurezza-nanotech-ancora-incerti-gli-effetti</link>
            <description><![CDATA[Per i prossimi decenni è previsto un incremento nel numero dei prodotti contenenti nano-materiali, per questo è necessario un piano di ricerca coordinato a livello internazionale per valutarne gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente. Ad affermarlo è l’Accademia delle scienze statunitense in un rapporto sponsorizzato dall’Agenzia per la protezione ambientale (EPA).<br />
Gli esperti ritengono che, nonostante il rapido sviluppo e gli investimenti delle aziende, molto resti ancora da capire sui diversi aspetti del rischio. I nano-materiali sono oggi presenti in molti prodotti, dalla cosmetica all’elettronica, alle terapie mediche e agli additivi alimentari, con un volume di mercato che solo nel 2009 ha raggiunto un miliardo di dollari, e che secondo le stime dovrebbe raggiungere nel 2015 i 3 trilioni di dollari. <br />
Si è fatto poco, ad esempio, per far luce sulle conseguenze dell’ingestione dei nano-materiali utilizzati finora e che si prospetta verranno immessi sul mercato in forme sempre più complesse entro il prossimo decennio. È necessario, inoltre, che la ricerca in questo settore sia indipendente dall’industria che promuove la tecnologia, e che si ponga come obiettivo primario la prevenzione della salute e dell’ambiente. <br />
Il comitato scientifico ha evidenziato almeno quattro ambiti di indagine che andrebbero approfonditi nei prossimi 5 anni, comprendenti la enumerazione e quantificazione dei nano-materiali, l’ambiente in cui vengono rilasciati e  quali sono i soggetti esposti, le eventuali interazioni con il sistema bio-cellulare e l’ecosistema. <br />
Una strategia che, come si legge nello studio, per essere efficace presuppone una chiara separazione - di bilancio e di gestione - tra le agenzie governative che promuovono lo sviluppo della tecnologia innovativa e gli enti incaricati della valutazione e gestione del rischio. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.nap.edu/catalog.php?record_id=13347#toc<br />
" target="_blank" class="linksulbianco">A Research Strategy for Environmental, Health, and Safety Aspects of Engineered Nanomaterials</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il rapporto tra scienza e democrazia? La società intervenga se ci sono rischi</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/644/il-rapporto-tra-scienza-e-democrazia-la-societ-intervenga-se-ci-sono-rischi</link>
            <description><![CDATA[<i>La Preside della Facoltà di agraria di Pisa interviene nel dibattito su “Scientismo, scienza, democrazia” promosso dalla Fondazione Diritti Genetici</i><br />
<br />
“E’ innegabile che esista un forte legame tra scienza e democrazia: chi fa scienza produce conoscenza e contribuisce al cambiamento della società in cui opera”.<br />
<br />
Così la Preside della Facoltà di agraria di Pisa, Manuela Giovannetti, interviene oggi nel dibattito su “Scienza e democrazia” promosso dalla Fondazione Diritti Genetici sul sito http://www.sciencesnddemocracy.it. <br />
<br />
“La scienza è un’attività umana libera e tale dovrebbe essere in ogni paese ed in qualunque tempo – scrive la Giovannetti nel suo intervento -  ma nel caso in cui le tecnologie utilizzate presentino rischi intrinseci, la società ha il dovere di chiedere alle industrie coinvolte, ai loro tecnici ed ai loro esperti di analizzare tali rischi, darne conto ed eventualmente individuare altri tipi di tecnologie.  <br />
<br />
La Preside di Pisa, che è anche Ordinario di Microbiologia agraria nella medesima università, porta l’esempio delle piante transgeniche.  <br />
<br />
“Non possiamo pensare – spiega la Giovannetti - che i transgeni, ovvero i geni introdotti nel genoma delle piante attraverso le tecniche di ingegneria genetica, che per il tipo di tecnologia utilizzato vanno ad inserirsi a caso nel genoma stesso, abbiano esiti del tutto prevedibili”<br />
<br />
Cruciale nel rapporto tra scienza e democrazia è poi la questione dei brevetti. <br />
<br />
“Poiché i brevetti delle piante transgeniche attualmente coltivate sono posseduti dalle grandi compagnie agrochimico-biotecnologiche – scrive la Giovannetti - esiste il rischio concreto di una forte concentrazione nelle mani di poche multinazionali delle più importanti piante alimentari, e quindi della produzione di cibo per milioni di persone.”<br />
Da Gustavo Zagrebelsky a Giuseppe De Rita, da Giorgio Ruffolo a Nadia Urbinati, da Bartolomeo Sorge a Valerio Onida, dallo storico Franco Cardini al filosofo Emanuele Severino, il dibattito su “Scienza e democrazia” ha già coinvolto autorevoli  rappresentanti del mondo della ricerca, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia, che hanno risposto all’invito della Fondazione Diritti Genetici e inviato i propri contributi di riflessione. <br />
Appuntamento con la pubblicazione di tutti gli interventi ogni lunedì alle ore 12 su http://www.scienceanddemocracy.it<br />
<br />
<br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AGRICOLTURA OGM, Monsanto rinuncia in Francia</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/645/agricoltura-ogm-monsanto-rinuncia-in-francia</link>
            <description><![CDATA[La multinazionale statunitense Monsanto ha annunciato che in Francia non ci sono le condizioni favorevoli a una ripresa delle semine del mais transgenico MON810, varietà resistente all’azione degli insetti parassitari e approvata per la coltivazione nei paesi europei. <br />
Nessuna commercializzazione del prodotto, quindi, per il 2012 e anche oltre, a causa della mancata accettazione da parte di consumatori e agricoltori, ma anche per la volontà del governo in carica di riconfermare la moratoria indetta nel febbraio del 2008, nonostante il parere negativo espresso della Corte suprema francese. Lo scorso novembre, infatti, i giudici avevano sostenuto che il divieto non era motivato da prove che confermassero rischi particolarmente elevati per l’ambiente e per la salute umana e animale, condividendo così il giudizio di illegittimità espresso in precedenza <br />
dalla Corte di giustizia europea. <br />
<br />
Si tratta del secondo importante caso di rinuncia agli Ogm da parte di un grande produttore di sementi biotecnologiche. Di recente, anche la multinazionale tedesca Basf, con la stessa motivazione, ha annunciato lo stop alla produzione nei Paesi europei della patata transgenica “Amflora” e la delocalizzazione dei centri di ricerca negli Usa e in Asia.<br />
<br />
La Francia ha cominciato a coltivare il mais MON810 nel 2003, passando da 17 a 22.,135 ettari nel 2007, un’ascesa interrotta dalla decisione governativa del 2008, ultimo anno delle semine transgeniche. Ora si ritiene, però, che sulla rinuncia possano aver pesato anche le ripetute azioni dimostrative dei gruppi anti-OGM in corso in varie zone del paese. Il 24 gennaio, degli sconosciuti sono infatti riusciti a penetrare nel centro di ricerca della Monsanto a Trèbes-les–Capucins, dove sembra abbiano  scoperto sacchi di sementi, compreso il mais MON810, trattati con un insetticida, il Poncho, il cui principio attivo è vietato in Francia; per questo è stato richiesta l’apertura di una inchiesta amministrativa. <br />
Il rappresentante della multinazionale, nel condannare la violenza, ha negato che siano state vendute o sperimentate sementi OGM in Francia da quando il governo ne ha vietato la semina, ricordando poi che l’azienda gode del supporto di moltissimi coltivatori nel mondo, compresi, ad esempio, quelli della vicina Spagna, dove nel 2010 sono stati coltivati 80.000 ettari di mais transgenico.  <br />
<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<br />
<a href="http://www.monsanto.fr/actualites/communiques_de_presse/detail_communiques_presse39.asp"target="_blank" class="linksulbianco">Monsanto déplore la pénétration par effraction et les dommages occasionnés le 23 janvier 2012 par des manifestants sur notre site de Trèbes-les–Capucins, près de Carcassonne (11)</a><br />
<br />
<br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SICUREZZA ALIMENTARE Sudafrica, speculazioni sul mais locale</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/643/sicurezza-alimentare-sudafrica-speculazioni-sul-mais-locale</link>
            <description><![CDATA[Emergenza mais in Sudafrica, dove i silos rischiano di rimanere vuoti già dal prossimo aprile a causa di un’errata previsione sulla produzione di mais del 2011. <br />
Due anni fa il governo del Sudafrica decise infatti di destinare all’export quasi 2.14 milioni di tonnellate di mais bianco, basandosi sulle prospettive di una produzione record del cereale e cedendo alle richiese della maggiore  associazione agricola del paese. <br />
Lo scorso agosto, però, i coltivatori hanno raccolto il 19% in meno di mais bianco rispetto all’anno precedente, e ora il Paese rischia di esaurire le scorte nel giro di pochi mesi.  La crisi delle riserve ha fatto impennare sia le richieste di importazione di mais giallo - che però raggiungerà i silos solo a giugno – sia il prezzo del mais bianco locale, aumentato del 72% alla borsa di Johannesburg. L’industria del paese, soprattutto quella degli allevamenti, si è trovata così ad affrontare costi maggiorati e a dipendere maggiormente dal prodotto estero. <br />
Le conseguenze più gravi ricadono sui cittadini sudafricani, costretti a spendere il 32% in più per un sacco da 5 kg di farina di mais, un costo insostenibile se si considera che circa il 39% delle famiglie vive con meno di 52 dollari al mese. La mancanza di trasparenza e di informazione sul quantitativo reale di mais stoccato nel Paese e i prezzi alti rischiano di danneggiare anche la produzione locale  e minare ulteriormente l’autosufficienza delle fasce rurali più povere. <br />
<br />
Il Sudafrica ha sempre acquistato mais dall’Argentina, dove però la produzione è ora costituita soprattutto da varietà geneticamente modificate non ancora approvate per l’importazione in molti Paesi africani. Le aziende biotech, per le quali l’Africa continua a rappresentare una grande opportunità di mercato, premono per l’approvazione dei propri prodotti con il pretesto di garantire una maggiore produzione a un continente afflitto da fame cronica e sovrappopolazione. La corruzione politica favorisce inoltre speculazioni da parte di investitori stranieri che, al fine di garantirsi una produzione agro-alimentare  a costi bassissimi, hanno già ottenuto contratti di leasing di terra coltivabile con le autorità e sfrattato migliaia di coltivatori e allevatori locali. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-01-17/south-africa-exporting-corn-risks-depleting-domestic-supplies-commodities.html" target="_blank" class="linksulbianco">SOUTH AFRICA EXPORTING CORN RISKS DEPLETING DOMESTIC SUPPLIES:COMMODITIES</a><br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AGRICOLTURA OGM, Basf rinuncia in Europa</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/642/agricoltura-ogm-basf-rinuncia-in-europa</link>
            <description><![CDATA[La multinazionale tedesca Basf Plant Science ha annunciato di voler sospendere le proprie attività di ricerca e sviluppo relative alle piante OGM in Europa a causa  della mancata accettazione da parte del pubblico, degli agricoltori e delle aziende. La sezione di ricerca di Limburgerhof verrà delocalizzata a Raleigh, nel Nord Carolina (Usa), in quanto l’azienda ritiene utile  investire nei  mercati più promettenti del Nord e del Sud America, nonché in quelli asiatici.<br />
Nel comunicato si rende noto che verrà quindi fermata anche la produzione e commercializzazione della patata transgenica arricchita di amido, denominata “Amflora”, approvata nel 2010 a scopo industriale ma destinata anche all’alimentazione animale. <br />
Il via libera alla particolare varietà aveva sollevato numerose proteste da parte della società civile e del mondo scientifico per la possibile contaminazione della filiera alimentare di un prodotto importante nella dieta umana, ma anche per la presenza nella pianta di un gene marker che conferisce resistenza alla kanamicina e alla neomicina. L’approvazione era stata infatti concessa benché i due antibiotici siano classificati tra quelli importanti per la profilassi sanitaria umana e veterinaria dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, e contro la stessa normativa europea che dal 2004 vieta l'autorizzazione di eventi transgenici con tali caratteri di resistenza. <br />
In Europa la “Amflora” è stata coltivata finora solo in tre paesi - Svezia, Repubblica Ceca e Germania - dove è stata seminata solo su 15 ettari di terreno nel Mecklenburg-Vorpommern. Inoltre, il governo tedesco ha vietato dall'Aprile 2009 la coltivazione dell’altro prodotto approvato nella Ue, il mais transgenico MON810, per il quale nel 2008 la superficie totale coltivata è stata solo dello 0,15 per cento. <br />
La Basf è il primo colosso industriale che ammette la propria sconfitta di fronte alla resistenza di cittadini e organizzazioni ambientaliste che da decenni combattono la diffusione degli OGM. <br />
<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<br />
<a href="http://www.basf.com/group/pressemitteilungen/P-12-109" target="_blank" class="linksulbianco">BASF konzentriert Pflanzenbiotechnologie-Aktivitäten auf Hauptmärkte in Nord- und Südamerika<br />
</a><br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>&quot;Scientismo, scienza, democrazia&quot;</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/641/scientismo-scienza-democrazia</link>
            <description><![CDATA[<i>Al via il dibattito pubblico promosso dalla Fondazione Diritti Genetici.<br />
Tra i partecipanti, Gustavo Zagrebelsky, Nadia Urbinati, <br />
Giorgio Ruffolo, Valerio Onida, Bartolomeo Sorge</i><br />
<br />
Si apre domani, 19 gennaio, il Science and Democracy Forum 2012, dibattito pubblico della Fondazione Diritti Genetici su “Scienza, scientismo, democrazia”.<br />
Da Gustavo Zagrebelsky a Giuseppe De Rita, da Giorgio Ruffolo a Nadia Urbinati, da Bartolomeo Sorge a Valerio Onida, dalla Preside della Facoltà di Agraria di Pisa Manuela Giovannetti allo storico Franco Cardini e al filosofo Emanuele Severino, autorevoli  rappresentanti del mondo della ricerca, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia hanno già risposto all’invito della Fondazione Diritti Genetici inviando i propri contributi di riflessione sul testo di Mario Capanna “Scientismo, scienza, democrazia”. <br />
Appuntamento domani, 19 gennaio, alle ore 12, su www.fondazionedirittigenetici.org con la pubblicazione del testo del Presidente della Fondazione Diritti Genetici che ha  aperto il dibattito.<br />
E appuntamento ogni lunedì, a partire dal 23 gennaio, sempre alle ore 12, con la pubblicazione, uno alla settimana, di tutti gli altri interventi. Il dibattito sarà successivamente aperto ai contributi e ai commenti del pubblico.<br />
“Mai come oggi le forze economico-finanziarie, che stanno dietro e, sempre più spesso, dentro la ricerca,  sono state in grado di condizionarne processi ed esiti – scrive Capanna nel documento che sarà pubblicato domani -   mentre la democrazia, ridotta sempre più a delega, rende i cittadini spettatori passivi, privandoli della consapevolezza, e dunque della possibilità stessa, di intervenire nelle dinamiche della scienza”.<br />
<br />
L’alternativa sulla quale i partecipanti al dibattito sono stati invitati a riflettere è un modello di ricerca “partecipata” che coinvolga i cittadini nei processi decisionali della scienza. <br />
<br />
“La ricerca  scientifica partecipata – spiega infatti Capanna nel testo - provoca il coinvolgimento diretto dei cittadini su ciò che è bene e utile, per le società e per le comunità umane, ricercare, sui processi stessi della ricerca e, in particolare, sulle sue finalità, i suoi scopi, la sua interpretazione e applicazione pratica”.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM &amp; POLITICA Mais MON810, moratoria confermata in Francia</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/640/ogm-politica-mais-mon810-moratoria-confermata-in-francia</link>
            <description><![CDATA[Il governo francese continuerà a mantenere anche per tutto il 2012 la moratoria per la coltivazione del mais transgenico MON810 della Monsanto. Lo hanno confermato i Ministri dell’ecologia e dell’agricoltura, a conclusione di una riunione con le parti, nonostante il parere negativo espresso lo scorso  Novembre 2011 dalla Corte suprema francese. I giudici hanno infatti sostenuto che la moratoria del mais della Monsanto, indetta nel Febbraio del 2008, è “ingiustificata”, in quanto non motivata da prove che confermino rischi particolarmente elevati per l’ambiente e per la salute umana e animale. Opinione condivisa anche da un precedente parere della Corte di giustizia europea, che ha condannato la messa al bando francese del mais in quanto contraria alla legislazione  Ue relativa agli OGM. Lo stesso Presidente Nicolas Sarkozy, dopo la sentenza della corte e in vista delle elezioni del prossimo Aprile, si è impegnato a difendere la salute degli agricoltori e dei cittadini e a non concedere la semina del mais transgenico. Intanto, agli inizi di gennaio, è stato pubblicato, pur vigendo l’obbligo della confidenzialità delle informazioni, il parere del Comitato Scientifico (SC) del Consiglio Superiore sulla biotecnologia (HCB) sulla coesistenza tra piante geneticamente modificate e convenzionali. Nel documento si riconosce che “la coesistenza di per sé implica l'idea della presenza accidentale di OGM in linea con le condizioni locali” e si prefigura che, in caso di contaminazione delle filiere non –OGM , sia lo Stato ad intervenire per eventuali risarcimenti, invece che colui che ha determinato l’inquinamento. <br />
<br />
Per saperne di più:	<br />
<a href="http://www.lemonde.fr/planete/article/2012/01/13/le-mais-transgenique-mon810-reste-interdit-en-france_1629608_3244.html#ens_id=1610322" target="_blank" class="linksulbianco">Le maïs transgénique MON810 reste interdit en France</a><br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM &amp; NORMATIVA Ue, via libera a 4 nuovi OGM</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/639/ogm-normativa-ue-via-libera-a-4-nuovi-ogm</link>
            <description><![CDATA[La Commissione europea ha concesso il via libera a quattro nuovi prodotti transgenici. Si tratta di tre varietà di mais sviluppate dalla multinazionale  svizzera Syngenta, il MIR604xGA21, Bt11xMIR604, e il Bt11xMIR604xGA21, e del cotone 281-24-236/3006-210-23 di Dow AgroSciences, per i quali è esclusa la coltivazione ma che potranno essere commercializzati nei paesi dell’Unione per essere utilizzati nella produzione alimentare e nei mangimi. Alcuni degli eventi approvati sono stati ottenuti mediante tecniche di incrocio tradizionali fra più linee di mais geneticamente modificate e presentano più forme di resistenza. Ad esempio, la pianta di mais Bt11 x MIR604 x GA21 esprime la proteina Cry1Ab, che conferisce protezione da alcune specie di lepidotteri parassiti, la proteina Cry3A attiva contro i coleotteri, e la proteina PAT che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato-ammonio e gli enzimi EPSPS che conferiscono tolleranza al glifosato. <br />
A febbraio 2011 la richiesta di autorizzazione era stata sottoposta al vaglio del Comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale, e poi, il 15 dicembre scorso, al Consiglio dei ministri dell’agricoltura che non è riuscito a raggiungere una maggioranza qualificata e a bloccare l’ingresso nei paesi Ue di nuovi OGM, mal tollerati dai cittadini. <br />
	<br />
Di fronte al fallimento dei Ministri, l’Esecutivo ha accolto le esigenze dell’industria alimentare e mangimistica, basando la propria decisione sulle conclusioni dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha assolto i tre mais e il cotone transgenici da qualsiasi rischio per la salute umana e ambientale. <br />
<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
 <br />
<br />
DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 22 dicembre 2011 che autorizza l’immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da o ottenuti a partire da granturco eneticamente modificato Bt11xMIR604 (SYN-BTØ11-1xSYN-IR6Ø4-5) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio<br />
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:344:0059:0063:IT:PDF<br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SICUREZZA ALIMENTARE EFSA, cattiva gestione dei conflitti di interesse</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/638/sicurezza-alimentare-efsa-cattiva-gestione-dei-conflitti-di-interesse</link>
            <description><![CDATA[L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) non ha osservato le regole procedurali stabilite per scongiurare eventuali casi di conflitto di interesse degli esperti che lavorano al proprio interno. Lo ha stabilito il Mediatore europeo, l’ente incaricato di supervisionare i casi di cattiva amministrazione che coinvolgono istituzioni e organismi dell'Unione europea, dopo la denuncia su un caso di cosiddetto “revolving doors” presentata nel gennaio 2010 da Testbiotech. <br />
L’organizzazione tedesca, che monitora tra l’altro le attività dell’Autorità di Parma, aveva accusato l’EFSA di poca trasparenza e di inosservanza dell’articolo 16 dello Staff regulation in merito al caso di Suzy Renckens, Direttrice dal 2002 al 2007 dell’unità gruppo di esperti per la valutazione del rischio degli OGM interno all’EFSA, passata alle dipendenze della multinazionale Syngenta. Secondo Testbiotech il cambio di incarichi della Renckens si è svolto in contrasto con quanto stabilito dalle normative europee che prevedono che eventuali cambiamenti devono essere comunicati alle istituzioni Ue almeno due anni prima delle dimissioni. Invece l’esperta era passata alle dipendenze dell’azienda biotech già nel maggio nel 2008, solo due mesi dopo aver lasciato l’incarico all’EFSA. Il mediatore europeo ha accolto la tesi del gruppo tedesco, sottolineando come l’EFSA non abbia agito in modo da prevenire un conflitto di interessi, né mai chiarito i motivi per cui non ha sollevato  obiezioni al nuovo incarico della Renckens presso la Syngenta. Nel rapporto del mediatore si richiede dunque un elenco della corrispondenza, degli incontri e dei briefing della Direttrice relativi agli ultimi due anni di attività presso l’EFSA. <br />
Non è la prima volta che l’Autorità finisce sotto la lente critica della società civile per le relazioni conflittuali tra chi è chiamato a regolamentare la sicurezza degli organismi geneticamente modificati e le aziende biotech che ne promuovono l’adozione soprattutto attraverso attività di lobby presso le istituzioni europee. L’ultimo caso di revolving doors ha riguardato Diana Banati, Presidente del Consiglio di amministrazione EFSA ed esperta di temi relativi alla sicurezza alimentare, inclusi gli OGM, accusata per aver lavorato dal 2003 anche come membro del Consiglio di amministrazione e di consulente scientifico per l’ILSI (International Life Sciences Institute), l’Associazione internazionale che raggruppa circa 400 delle maggiori industrie agro-alimentari, tra cui Nestlé, Monsanto e Basf. <br />
<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.testbiotech.de/sites/default/files/decisionOmbudsman.pdf
" target="_blank" class="linksulbianco">Draft recommendations of the European Ombudsman in his inquiry to the complaint</a><br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM &amp; POLITICA Mais OGM MON810, sospesa la moratoria in Francia</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/637/ogm-politica-mais-ogm-mon810-sospesa-la-moratoria-in-francia</link>
            <description><![CDATA[In Francia, il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, adottato dal governo nel Febbraio 2008, che aveva sospeso su tutto il territorio nazionale la coltivazione del mais geneticamente modificato MON810. L’alta Corte ritiene infatti che il Ministro dell’agricoltura non avesse l’autorità per emettere il decreto e che, in ogni caso, non abbia dato prova dell’esistenza di un elevato rischio, sanitario e ambientale, tale da giustificare la decisione sull’unico mais transgenico approvato per la coltivazione in Europa. Con la sentenza odierna, il Consiglio di Stato francese si allinea formalmente alla Corte di giustizia europea che lo scorso settembre aveva decretato nullo il divieto sulla base del ricorso alla clausola di salvaguardia prevista dalla direttiva 2001/18 e le misure urgenti previste dal regolamento 1829/2003.  Ad oggi Germania, Austria, Bulgaria, Grecia, Ungheria e Lussemburgo sono ricorsi alla clausola per vietare il MON810, ma lo strumento giuridico è ritenuto da più parti inadeguato a risolvere la complessa questione OGM, al punto che la Commissione europea ha avviato una riforma completa di tutta la normativa che dovrebbe essere completata entro la fine dell'anno. <br />
La sentenza non è stata accolta positivamente dal governo in carica. Il presidente Nicolas Sarkozy ha ribadito che la Francia non aprirà le porte alle colture transgeniche, mentre i Ministri dell' Ambiente e dell' Agricoltura, rispettivamente Nathalie Kosciusko-Morizet e Bruno Le Maire, si sono già messi al lavoro per preparare una nuova clausola di salvaguardia, sulla base delle evidenze scientifiche  sviluppate dalla ricerca indipendente più aggiornata.<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<br />
<a href="http://www.conseil-etat.fr/fr/communiques-de-presse/arrete_ogm_mais.html" target="_blank" class="linksulbianco">Arrêtés sur les OGM</a><br />
<br />
<a href="http://www.biosafetyscanner.org/schedaevento.php?radioeventi=radiobutton&evento=11" target="_blank" class="linksulbianco">Scheda evento Mais MON810 </a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
</rss>

