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        <title>Fondazionedirittigenetici</title>
        <description>Feed della Fondazione diritti Genetici</description>
        <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/rssfeed.php</link>
        <lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2013 02:27:03 +0100</lastBuildDate>
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        <item>
            <title>SEMINA DI MAIS OGM IN FRIULI E’ ATTO GRAVISSIMO E ILLEGALE</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/738/semina-di-mais-ogm-in-friuli-e-atto-gravissimo-e-illegale</link>
            <description><![CDATA[“L’iniziativa di Giorgio Fidenato di seminare mais transgenico è un atto gravissimo e, soprattutto, completamente  illegale.”<br />
Così la Fondazione diritti genetici commenta in una nota la semina di mais geneticamente modificato avvenuta in Friuli per iniziativa di Giorgio Fidenato.<br />
“La sentenza della Corte di giustizia europea  che, secondo Fidenato, renderebbe da ora in poi legali le coltivazioni di mais Mon810 nel nostro Paese, non rappresenta infatti un via libera alle coltivazioni transgeniche in Italia.”<br />
“Bene ha fatto il ministro dell’agricoltura De Girolamo a dare disposizioni al Corpo forestale dello Stato affinché, in accordo con le competenti autorità regionali, si accerti della natura delle sementi utilizzate in modo da assumere i provvedimenti del caso”.  <br />
<br />
“L’Italia ha già espresso ampiamente la propria contrarietà alla coltivazione di Ogm sul proprio territorio. Tale posizione è stata ribadita solo poco settimane fa da un decreto interministeriale dei ministri dell’agricoltura, dell’ambiente e della  salute e dal voto con cui il Senato ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sollecita il governo ad applicare con urgenza la clausola di salvaguardia: un appello al quale ci uniamo perché tale provvedimento, già adottato da vari paesi europei, venga varato nel più breve tempo possibile.”<br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Fri, 14 Jun 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>IL NO DEGLI USA AI BREVETTI SUL DNA APRE NUOVI SCENARI ANCHE PER GLI OGM</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/736/il-no-degli-usa-ai-brevetti-sul-dna-apre-nuovi-scenari-anche-per-gli-ogm</link>
            <description><![CDATA[“Il no della Corte suprema degli Stati Uniti alla brevettazione del DNA è di importanza epocale e apre nuovi scenari anche sulla questione degli OGM.”<br />
<br />
Così Ivan Verga, segretario generale della Fondazione Diritti Genetici, commenta in una nota la decisione con cui la Corte suprema degli Stati Uniti ha sancito il divieto dei brevetti sul DNA.<br />
<br />
“La decisione – dichiara Verga - cambia radicalmente la stessa prospettiva che consente la brevettabilità, a fini commerciali e di monopolio, delle caratteristiche genetiche delle varietà vegetali e animali di interesse agro alimentare. Agli stessi OGM, che le multinazionali vorrebbero imporre perché il brevetto sul loro costrutto genico assicura posizioni dominanti sul mercato agro-alimentare, viene meno la legittimità giuridica, poiché la tecnologia si fonda su un'appropriazione in esclusiva di informazioni genetiche che invece dovrebbero essere fruibili e accessibili a tutti”.<br />
<br />
“Attualmente quasi il 20% dei geni umani conosciuti è sotto brevetto: la decisione della Corte sancisce di fatto l'indebita appropriazione, a fini speculativi, di informazioni scientifiche che hanno ostacolato lo sviluppo della ricerca e favorito il consolidamento di oligopoli industriali basati sull'appropriazione di un "bene indiviso" che e' patrimonio dell'umanità e non di qualche consiglio di amministrazione senza scrupoli.”<br />
<br />
“Ora tocca al Parlamento Ue rimediare all’indebita appropriazione delle informazioni genetiche, sciaguratamente consentito dalla direttiva n. 44 del 1998, che ha permesso l'applicazione del brevetto industriale alle informazioni genetiche, come se un laboratorio o un'industria fossero gli inventori del DNA e non "semplici" artefici di scoperte che, in quanto tali, non possono essere in alcun modo brevettate.<br />
<br />
“L'ufficio brevetti di Bruxelles  - continua il segretario generale della Fondazione - sembra inoltre intenzionato ad assecondare la mostruosità giuridica di consentire la brevettabilità di intere specie vegetali, dal melone al broccolo, come se fossero state le stesse multinazionali ad aver inventato ciò che già esiste in natura”.<br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Thu, 13 Jun 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM &amp; NORMATIVA Usa, approvato ananas GM </title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/737/ogm-normativa-usa-approvato-ananas-gm-</link>
            <description><![CDATA[Il Dipartimento Usa per l’agricoltura (Usda) ha espresso parere positivo per la importazione del frutto, fresco o congelato, di un ananas modificato geneticamente dalla multinazionale Del Monte.  La varietà di ananas (Ananas comosus) è stata trasformata per sopprimere la biosintesi dell’etilene, un ormone che regola lo sviluppo della pianta, inclusa la germinazione dei semi, in modo da prevenire una fioritura precoce e controllare la maturazione del frutto. <br />
In aggiunta è stato utilizzato un gene del mandarino (Citrus reticolata) per ottenere un maggiore livello di licopene nei tessuti commestibili della pianta, cosicchè la nuova cultivar GM si differenzia da quella convenzionale per una lieve colorazione rosa. <br />
Secondo il Servizio Ispettivo del Dipartimento all’agricoltura (Aphis) il frutto transgenico non presenta alcun rischio per l’ambiente, in quanto sarà importato solo come prodotto fresco o lavorato dalla Costa Rica, dove Del Monte concentra la sua produzione. <br />
Nel mondo esistono circa 30 cultivar di Ananas comosus, per lo più nei paesi tropicali e sub tropicali, e negli Stati Uniti è coltivato solo nelle Hawai. Nel 2011 il Comitato Nazionale di biosicurezza del Servizio fitosanitario della Costa Rica (SFE) ha concesso alla Del Monte il permesso di sperimentare la coltivazione di 80-120 ettari della varietà transgenica chiamata “Piña Roseé”, e lo scorso anno la multinazionale ha presentato richiesta all’USDA di poter  commercializzare il prodotto negli Usa. <br />
Dopo l’approvazione dell’Aphis, la Del Monte dovrà attendere solo che l’Agenzia per la sicurezza degli alimenti e i farmaci (FDA) pubblichi la sua valutazione conclusiva per immettere il prodotto alimentare sul mercato.<br />
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Per saperne di più: <br />
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<a href="http://www.aphis.usda.gov/biotechnology/downloads/reg_loi/aphis_response_del_monte.pdf" target="_blank" class="linksulbianco">Aphis response on the regulatory status of importing genetically engineered pineapple into the United States</a> <br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Thu, 13 Jun 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>No USA a brevetti su DNA: decisione giusta</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/735/no-usa-a-brevetti-su-dna-decisione-giusta</link>
            <description><![CDATA[“La decisione della Corte suprema degli Stati Uniti ristabilisce il sano principio secondo cui la materia vivente non è in vendita e non può essere soggetta a brevetto.”<br />
<br />
Così la Fondazione Diritti Genetici commenta in una nota il no della Corte suprema statunitense alla brevettazione del Dna.<br />
<br />
“L’isolamento di un gene e l’identificazione delle sue funzioni  - si legge nella nota della Fondazione - non possono costituire elementi sufficienti a concederne un diritto di sfruttamento commerciale in regime di monopolio.”<br />
<br />
“Il ruolo della ricerca privata  è senz’altro importante  - continua la nota - ed è giusto che venga remunerata, ma ciò non può essere ottenuto aggirando i principi della brevettabilità che tutelano il patrimonio genetico degli organismi viventi”.<br />
<br />
“Protagonista della vicenda che ha portato alla decisione della Corte suprema – spiega la nota della Fondazione – è l’azienda Myriac, che aveva brevettato i geni BRCA1 e BRCA2, le cui mutazioni sono considerate degli indicatori alla predisposizione ereditaria al tumore al seno e alle ovaie, chiedendo ai pazienti oltre 3mila dollari per effettuare i relativi test genetici. La causa era stata avviata nel maggio 2009, quando l’American Civil Liberties Union (ACLU) e la Public Patent Foundation (PUBPAT) denunciarono il fatto che i brevetti sui geni BRCA1 e BRCA2, assegnati da oltre 10 anni alla Myriad, non avevano alcuna legittimità, poiché riguardavano componenti già esistenti in natura. Le due associazioni, in rappresentanza di centinaia di pazienti, genetisti, associazioni scientifiche, accusavano inoltre la società di diagnostica di mortificare con il suo copyright la libera circolazione delle idee nella ricerca scientifica, in violazione del Primo emendamento della Costituzione statunitense sulla libertà di pensiero.”<br />
<br />
“Come denunciato quasi unanimemente dal mondo scientifico – spiega ancora la nota -  la brevettazione riduce infatti enormemente la possibilità di avanzamento della ricerca, privando il mondo scientifico della liberà di accesso ad alcune scoperte fondamentali”.<br />
<br />
“Oltretutto – conclude la Fondazione – “per poter brevettare i due geni la Myriad ha potuto utilizzare gran parte del lavoro di ricerca fatto dalle istituzioni pubbliche per poi bruciarle sul filo di lana nella brevettazione”. <br />
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]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Wed, 12 Jun 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>RICERCA Salmone transgenico, rischi per l’ecosistema</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/734/ricerca-salmone-transgenico-rischi-per-lecosistema</link>
            <description><![CDATA[Il salmone geneticamente modificato, sviluppato dall’azienda canadese Aquabounty,  potrebbe incrociarsi con le trote selvatiche e dare origine ad una generazione di ibridi, capaci di danneggiare  le specie naturali.<br />
Sono questi i timori espressi dagli autori di uno studio svolto presso la Newfoundland's Memorial University del Quebec, in Canada, che si sono proposti di esaminare le conseguenze di una eventuale fuga del pesce transgenico nei fiumi.<br />
Nella simulazione di laboratorio i ricercatori hanno fatto accoppiare il salmone fertile (Salmo salar) dell’azienda produttrice con un tipo di trota selvatica (Salmo trutta), osservando che gli ibridi transgenici erano in grado di crescere più rapidamente e di esprimere dominanza competitiva sia rispetto al salmone GM sia rispetto a quello selvatico. <br />
E’ la prima volta che si dimostrano la trasmissione e le conseguenze ecologiche della ibridazione interspecifica tra animale transgenico e specie che ibridano naturalmente.<br />
Secondo Krista Oke, che ha guidato il team di studiosi, l'ibridazione di pesci transgenici con specie strettamente correlate costituisce un potenziale  rischio ecologico per le popolazioni selvatiche.<br />
Gli incroci tra salmone e trota avvengono in natura ad un tasso di circa l'uno per cento, ma diversi studi hanno già accertato che questo tasso aumenta fino al 41% in caso di fuga del salmone dagli allevamenti. Poiché i risultati della ricerca indicano che gli ibridi transgenici hanno un vantaggio competitivo rispetto al salmone naturale, se questo vantaggio viene mantenuto in natura, gli ibridi transgenici potrebbero seriamente compromettere le popolazioni di quello selvatico.<br />
La FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia Usa incaricata di valutare il super salmone, ha escluso che la sua produzione presenti rischi di natura ambientale e sanitaria, ma ha tuttavia prescritto misure di contenimento particolarmente rigide, tra cui la sterilizzazione di maschi e l’allevamento in apposite vasche su terraferma. AquaBounty  sostiene infatti che la produzione sarà concentrata in Panama, ma  l’industria del settore ha già espresso la propria contrarietà alla eventuale approvazione del pesce transgenico.<br />
La ricerca è pubblicata sulla rivista Proceedings della Royal Society B.<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
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<a href="http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/280/1763/20131047.full.pdf+html?sid=591bad76-39fb-4a74-85e5-477bd02a3e92" target="_blank" class="linksulbianco">Hybridization between genetically modified Atlantic salmon and wild brown trout reveals novel ecological interactions</a><br />
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<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Thu, 06 Jun 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AGROBUSINESS OGM, stop di Monsanto in Europa</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/733/agrobusiness-ogm-stop-di-monsanto-in-europa</link>
            <description><![CDATA[Stop di Monsanto al mais geneticamente modificato in tutta Europa, tranne Spagna, Portogallo e Repubblica Ceca. La multinazionale dell’agrobusiness non sarebbe infatti più disposta a spendere denaro in attività di lobby, marketing, processi e quant’altro per aumentare l’accettabilità degli Ogm nel vecchio continente. <br />
“Non spenderemo altri  soldi per convincere gli agricoltori a piantare semi transgenici – ha dichiarato Brandon Mitchener, responsabile dell’azienda in Europa, in un’intervista rilasciata alla testata danese “Investigative Reporting Denmark”. <br />
<br />
“La decisione di Monsanto non è una sorpresa - ha commentato Klaus Sall, autore di uno studio sullo sviluppo degli Ogm in Europa per la Danish Ecological Association  - visto che già lo scorso anno BASF, Bayer e Syngenta avevano rinunciato alla produzione di patate transgeniche in Europa per le stesse ragioni.”<br />
<br />
Ora Monsanto investirà soltanto sui mercati di Spagna, Portogallo e Repubblica Ceca, e in quei Paesi che mostrano un maggiore consenso politico-sociale verso le biotecnologie, anche se “in Europa sono pochissimi ”, precisa Mitchener. <br />
<br />
Nel vecchio continente si allarga infatti il fronte dei Paesi -  tra cui Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Polonia -  che hanno invocato la clausola di salvaguardia contro la coltivazione di organismi geneticamente modificati. In Italia il Senato ha recentemente approvato un ordine del giorno che sollecita il governo ad adottare tale provvedimento, obiettivo per  cui si sono mobilitati, tra gli altri, oltre 7500 cittadini firmatari di una petizione promossa dalla Fondazione Diritti Genetici (disponibile su www.change.org/ogm ).<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<br />
<a href="http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/files/allegatonews3giugno13.pdf" target="_blank" class="linksulbianco">Genet News</a><br />
<br />
<a href="http://www.ir-d.dk/" target="_blank" class="linksulbianco">Investigative Reporting Denmark</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 02 Jun 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM, allarme grano illegale dagli Usa: subito più controlli e clausola di salvaguardia</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/732/ogm-allarme-grano-illegale-dagli-usa-subito-pi-controlli-e-clausola-di-salvaguardia</link>
            <description><![CDATA[<i>La Fondazione Diritti Genetici commenta la scoperta di grano transgenico non autorizzato in alcuni campi dell’Oregon: innalzare il livelli di guardia e applicare subito la clausola di salvaguardia, come richiesto da migliaia di cittadini su www.change.org/ogm</i><br />
<br />
“La scoperta di una varietà di grano transgenico non autorizzato in alcuni campi dell’Oregon rende urgente innalzare il livello di guardia anche in Italia e intensificare i test sulle importazioni, come raccomandato dalla stessa Commissione europea.”<br />
<br />
Così la Fondazione Diritti Genetici commenta in una nota la notizia diffusa dal Dipartimento Usa all’agricoltura, secondo cui in alcuni campi dell’Oregon sono state trovate piante di una varietà di grano transgenico resistente al glifosato. <br />
<br />
“Le autorità statunitensi  - si legge nella nota della Fondazione – dichiarano che si tratta di una varietà testata da Monsanto dal 1998 al 2005 su 4.000 acri di 16 stati, e che la scoperta delle piante transgeniche sarebbe stata fatta per caso da un agricoltore.” <br />
<br />
“Questo dimostra la non completa affidabilità dei controlli statunitensi – continua la nota – e la necessità che l’Italia si attivi immediatamente con ulteriori test sulle importazioni di grano dagli Usa, visto che l’Oregon esporta il 90% della propria produzione di grano e che il Giappone ha già sospeso gli ordini per oltre 24mila tonnellate di grano tenero, comprese le importazioni di mangime a base di grano.”<br />
<br />
“Sugli Ogm l’Italia applichi subito la clausola di salvaguardia - dichiara ancora la Fondazione  - vista la richiesta unanime che arriva dal mondo dei consumatori e dei produttori e dalle migliaia di cittadini firmatari della petizione promossa dalla stessa Fondazione su www.change.org/ogm.”<br />
<br />
“Bene ha fatto il ministro dell’Agricoltura De Girolamo a ricordare al Commissario europeo per la salute Tonio Borg il recente voto del Senato italiano che impegna il governo ad adottare la clausola di salvaguardia  - conclude la nota –– ma ora diventa sempre più urgente tradurre il voto in azione.” <br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Thu, 30 May 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OMAGGIO A FRANCA RAME di Mario Capanna</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/731/omaggio-a-franca-rame-di-mario-capanna</link>
            <description><![CDATA[Franca Rame: a lasciarci è una straordinaria figura di artista, di intellettuale, una donna di eccezionale ricchezza interiore e generosità.<br />
Lo testimonio di persona, per le mille battaglie condotte e vissute insieme, con lei e Dario Fo. Dalle prove di ‘Mistero buffo’ nell’aula magna dell’Università Statale di Milano (1969), alla lotta per impedire l’installazione di centrali elettronucleari in Lombardia, dall’indimenticabile viaggio in Cina nel 1975 ai comizi tenuti insieme all’Alfa Romeo di Arese, dal suo sostegno a Democrazia Proletaria negli anni Ottanta all’impegno contro gli OGM per l’agroalimentare di qualità.<br />
Con la sua intelligenza e bellezza avrebbe potuto facilmente porsi sopra le righe. E’ sempre rimasta, invece, vicino agli umili e ai bisognosi di riscatto. Con una tensione continua alla ricerca, a stabilire contatti, a costruire ponti di vicinanza e cambiamento.<br />
Grazie, Franca, per essere stata una bellissima e grandissima donna. E grazie per l’esempio di vita che ci consegni.<br />
<br />
Mario Capanna<br />
Presidente Fondazione Diritti Genetici<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Tue, 28 May 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AGROALIMENTARE UE, aziende chiedono tutela della soia brasiliana Ogm-free </title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/730/agroalimentare-ue-aziende-chiedono-tutela-della-soia-brasiliana-ogm-free-</link>
            <description><![CDATA[Alcune delle maggiori aziende del settore agroalimentare di cinque paesi europei si sono mobilitate a sostegno del settore brasiliano per la produzione di soia OGM-free,  affinché i consumatori europei possano esercitare il diritto alla sovranità alimentare. I gruppi tedeschi Rewe, Edeka, Lidl, DVT, Netto Marken-Discount, Kaiser’s Tengelmann, Kaufland, insieme alla Spar Group (Austria), Sonae (Portogallo), Colruyt (Belgio) e Rete svizzera della soia hanno infatti sottoscritto una dichiarazione comune per chiedere l’adozione di forti misure a sostegno della soia convenzionale, che coinvolgano tutta la filiera brasiliana, dalla coltivazione allo stoccaggio, fino alla trasformazione ed esportazione delle sementi e dei suoi derivati. <br />
I firmatari della petizione propongono che si sviluppi un ambiente giuridico e commerciale favorevole alla espansione delle produzioni di soia non transgenica e alla sua esportazione; che i premi incassati sul mercato internazionale per i prodotti non OGM siano distribuiti equamente tra tutti i partecipanti della filiera d’approvvigionamento, compresi gli agricoltori brasiliani; che si migliorino i sistemi di stoccaggio separati e di indicazione geografica; che si promuova una logistica separata per il trasporto di prodotti senza OGM verso i porti di esportazione e aree di trasbordo e di stoccaggio più grandi e separate negli impianti portuali, al fine di gestire i volumi necessari a soddisfare la domanda di soia certificata "senza OGM" in Europa. <br />
L’iniziativa nasce in seguito all’annuncio, da parte di alcuni supermercati britannici, di non poter più garantire prodotti alimentari OGM-free  a causa delle difficoltà di approvvigionamento di soia naturale dal Brasile. Fatto, questo, smentito dall’associazione brasiliana dei produttori di soia non transgenica (Abrange) che dichiara che un quarto della soia coltivata quest’anno è OGM-free e che quindi le difficoltà sarebbero dovute solo a problemi logistici. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://proterrafoundation.org/files/Brussels-Soy-Declaration-EN-May-2013.pdf" target="_blank" class="linksulbianco">Brussels Soy Declaration</a><br />
<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 26 May 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM &amp; NORMATIVA Usa, un’etichetta per gli OGM</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/729/ogm-normativa-usa-unetichetta-per-gli-ogm</link>
            <description><![CDATA[Ogni  prodotto contenente organismi geneticamente modificati, venduto nei supermercati di Canada e Usa,  sarà etichettato come tale entro cinque anni. La Whole Foods Market, la maggiore catena di supermercati americana specializzata in cibi naturali e biologici, ha ufficializzato il suo impegno a garantire il diritto all'informazione espresso dai consumatori sulla presenza o meno degli OGM negli alimenti, e quindi il controllo e la piena collaborazione degli operatori di tutta la filiera.<br />
Nel mondo 61 paesi hanno adottato la normativa che prevede l’etichettatura obbligatoria sia negli Stati Uniti che in Canada, dove non esiste una filiera separata per gli OGM e l’etichettatura è solo su base volontaria, il che rende particolarmente difficile alle aziende garantire ai propri clienti prodotti OGM-free.  Nel 2009 la Whole Foods Market ha sviluppato il “Non-GMO Project”,  un programma che ha portato nel tempo allo sviluppo di 3.300 prodotti certificati da 250 marchi, più di qualsiasi altro rivenditore in Nord America, con un incremento delle vendite tra il 15 e il 30%.<br />
 Di recente negli Stati Uniti si è sviluppata una coalizione di cittadini, associazioni di produttori, agricoltori e ambientalisti che ha raccolto oltre  un  milione mezzo di firme per l’adozione nei diversi stati federali della norma H 112 per l’etichettatura obbligatoria degli OGM. Una battaglia che ha ottenuto successo nel Vermont ma che è uscita sconfitta in California, dove diverse multinazionali, tra cui Monsanto e Nestlè, hanno investito circa 45 milioni di dollari nella campagna per sconfiggere il movimento “Just label it” . <br />
Whole Foods Market spera che l’iniziativa possa incoraggiare anche altre aziende ad adottare provvedimenti analoghi per garantire la trasparenza e il diritto di scelta dei cittadini.<br />
 <br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.wholefoodsmarket.com/blog/gmo-labeling-coming-whole-foods-market" target="_blank" class="linksulbianco">GMO Labeling Coming to Whole Foods Market</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Tue, 21 May 2013 22:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
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