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        <title>Fondazionedirittigenetici.org</title>
        <description>Feed della Fondazione diritti Genetici</description>
        <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/</link>
        <lastBuildDate>Fri, 12 Mar 2010 19:18:08 +0100</lastBuildDate>
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            <title>OGM &amp; POLITICAUE, approvazioni facili per gli OGM</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=484</link>
            <description><![CDATA[La Commissione europea si prepara a cambiare entro giugno 2010 l’attuale normativa in materia di OGM per facilitare il processo di approvazione e introdurre standard sanitari meno rigidi. A  denunciarlo è un gruppo di scienziati che ha presentato una protesta formale al Presidente del  Parlamento UE Jerzy Buzek e al Presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy. <br />
La Commissione avrebbe infatti presentato al WTO la bozza del nuovo “Regolamento applicativo” senza informare preventivamente il Parlamento o le autorità competenti. Gli scienziati affermano anche che i Regolamenti UE 1829/2003 e 178/2002, che definiscono le procedure di autorizzazione per gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati, verrebbero semplificati ed esigerebbero meno prove della loro sicurezza. Rispetto agli studi nutrizionali il testo riformato accentuerebbe la sostanziale equivalenza tra piante transgeniche e convenzionali, mentre alcuni test tossicologici, raccomandati per la valutazione del rischio, potrebbero essere persino bypassati, in quanto all’industria basterebbe fare riferimento agli studi presentati in autorizzazioni  precedenti. <br />
Anche per quanto riguarda le prove di allergenicità dei nuovi ritrovati non vengono richiesti studi obbligatori a dimostrazione della sicurezza d’uso, in particolare rispetto a quelle fasce di popolazione, quali celiaci e vegetariani, soggetti ad alti livelli di assunzione di soia e mais. In tale contesto, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) vedrebbe rafforzato il proprio ruolo di garante dell’intero processo di revisione scientifica, mentre le attuali Regolamentazioni risulterebbero indebolite nei loro standard di sicurezza. <br />
I cambiamenti sarebbero stati formulati senza alcuna consultazione con il pubblico e con le autorità competenti dei vari Stati dell’Unione, e adesso i firmatari della protesta accusano l’Autorità e la Commissione di compiacenza e connivenza verso una scienza piegata alla facilitazione dell’intero processo di approvazione degli OGM, rispetto alla quale la ricerca indipendente non è messa nelle condizioni di operare verifiche e sanare abusi. <br />
<br />
Per saperne di più: <br />
<a href="http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/files/allegatonews8mar2010.pdf" target="_blank" class="linksulbianco">EUROPEAN COMMISSION EXCEEDING ITS POWERS TO APPROVE MORE GM CROPS</a> <br />
<br />
<a href="http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/files/allegatomews8mar2.pdf" target="_blank" class="linksulbianco">COMMISSION OF THE EUROPEAN COMMUNITIES, DRAFT, BRUSSELS C(2009)</a>]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SICUREZZA ALIMENTAREAgrobiotech, critiche alla FAO</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=481</link>
            <description><![CDATA[La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha ignorato le problematiche scientifiche e socio-economiche legate alle agro-biotecnologie e ha assunto un ruolo accondiscendente verso la loro adozione nei paesi in via di sviluppo. <br />
A denunciarlo sono alcune organizzazioni della società civile che hanno partecipato alle fasi preparatorie della  Conferenza sulle Biotecnologie Agricole nei Paesi in Via di Sviluppo (ABDC), indetta dal primo al quattro Marzo 2010 a Guadalajara, Messico. <br />
Il meeting, sponsorizzato dal Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), si propone di implementare soluzioni urgenti all’insicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo, acuita dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dagli effetti del cambiamento climatico, e prenderà in considerazione le biotecnologie nei diversi settori agricoli e alimentari, inclusi gli OGM. Tuttavia, secondo Pat Mooney, esponente del gruppo canadese Action Group on Erosion, Technology and Concentration (ETC) e membro del Comitato Direttivo che ha partecipato alla preparazione della conferenza, nei documenti finali elaborati dalla Fao le biotecnologie vengono presentate come una scelta obbligata e ricca di potenzialità per i paesi in via di sviluppo, mentre sono del tutto oscurate opzioni alternative più opportune a tutelare la sicurezza alimentare. Mooney, che per protesta ha dato le dimissioni dal Comitato direttivo, accusa la Fao di favorire gli interessi delle industrie biotech e di sorvolare sul  principio di precauzione e sui problemi relativi all’oligopolio delle multinazionali e del brevetto sui semi e la loro incidenza nei paesi poveri. Le ONG hanno anche messo in discussione l’opportunità di scegliere il Messico come sede per la Conferenza, considerata la recente decisione da parte del governo messicano di autorizzare la coltivazione sperimentale del  mais transgenico. Una scelta che pone fine ad una moratoria durata dieci anni, e che minaccia di inquinare i centro di origine della varietà vegetale, rispetto alla quale hanno protestato 1500 organizzazioni di 67 paesi disposte a sottoporre il caso del mais transgenico ai tribunali internazionali.<br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<br />
<a href="http://www.etcgroup.org/en/node/5078" target="_blank" class="linksulbianco">FAO's Biotech Meeting Dubbed “Biased for Business” as Steering Committee Member Resigns in Protest</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM, l'autorizzazione della patata Amflora è un atto di estremismo pro-biotech</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=482</link>
            <description><![CDATA[<i>Fabrizio Fabbri, Direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici, commenta l'approvazione della patata Amflora della Basf</i><br><br />
<br />
"L'autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora è un atto di vero e proprio fondamentalismo pro-biotech". Così Fabrizio Fabbri, Direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici, commenta la decisione della Commissione europea di autorizzare la coltivazione per usi industriali della patata transgenica della Basf.<br />
 <br />
"Il via libera dell'EFSA, su cui si fonda l'attuale decisione della Commissione - continua Fabbri -  è stato concesso nonostante i pareri contrari dell'Agenzia Europea del Farmaco (EMEA) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nonchè in aperto contrasto con la normativa europea . Pertanto dovrebbe essere considerato completamente illegittimo". <br />
 <br />
"La patata Amflora  - spiega il Direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici - contiene un gene marker che conferisce resistenza alla kanamicina e alla neomicina, due antibiotici molto rilevanti per la salute umana ma erroneamente classificati dall'EFSA tra quelli di scarsa o nulla importanza per la medicina. Quando l'EMEA e l'OMS hanno diramato la loro opinione sul valore medico dei due antibiotici, considerati antibatterici di cruciale importanza, l'EFSA ha ammesso l'opportuità di preservarne il potenziale terapeutico. Nonostante cio' non ha ritenuto necessario spostare i due antibiotici nel gruppo di quelli necessari alla terapia medica umana e veterinaria, la qual cosa avrebbe impedito il rilascio dell'autorizzazione per semplice applicazione delle norme europee che, dal 2004, vietano l'autorizzazione di eventi transgenici con caratteri di resistenza ad antibiotici importanti per la profilassi umana e veterinaria".<br />
 <br />
"Trascurando pareri scientifici di tale rilevanza e andando contro la stessa normativa europea - sottolinea Fabbri -  l'EFSA continua nella sua politica di dubbia terzietà"<br />
 <br />
"E di estremismo pro-ogm si può parlare anche a proposito del Commissario John Dalli - conclude il Direttore scientifico della Fondazione - che nella sua prima audizione al Parlamento Europeo aveva presentato la propria politica come di assoluta tutela dei consumatori e di rispetto degli interessi pubblici."<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AGRICOLTURAUE, via libera per patata e mais OGM</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=483</link>
            <description><![CDATA[La patata transgenica EH92-527 “Amflora”, sviluppata da BASF, potrà essere coltivata nei paesi europei a scopo industriale per la produzione di cellulosa e come mangime. La Commissione, rinnovata dal rieletto presidente Barroso, ha così inaugurato il proprio  corso autorizzando la coltivazione di un nuovo prodotto transgenico, nonché  l’importazione di tre tipi di mais GM della Monsanto (MON863xMON810, MON863xNK603, e MON863xMON810xNK603) come mangimi e prodotti alimentari.  La patata Amflora, modificata per  aumentare il contenuto di amilopectina,  contiene un gene (nptII) che conferisce alla pianta la resistenza a due antibiotici, la kanamicina e la neomicina, ritenuti molto importanti nella terapia medica. Il suo via libera si basa sul parere positivo espresso dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che però nel 2004 aveva classificato i due antibiotici tra quelli di minore rilievo terapeutico. La Direttiva 2001/18 /EC, tuttavia, vieta dal Dicembre 2004 l’uso nelle piante transgeniche di geni marcatori di resistenza agli antibiotici, e sia l’Organizzazione mondiale della sanità (0MS), nel 2005, che l’Agenzia europea per il farmaco (EMEA), nel 2007, hanno ribadito l’importanza dei due farmaci per la  profilassi umana e veterinaria. L’allora Commissario all’ambiente, Stavros Dimas, ritenne infatti opportuno bloccare l’iter approvativo, e la Commissione richiese un nuovo parere agli esperti dell’EFSA. Nel giugno 2009, l’Autorità si è spinta a riconfermare la valutazione scientifica che assolve il tubero transgenico da ogni rischio, minimizzando la possibilità di un trasferimento genetico ad altri organismi, e senza peraltro correggere la erronea classificazione dei due antibiotici.  Il secondo maggiore produttore tedesco di patate, Emssland Stärke, che produce annualmente 350.000 tonnellate di tuberi da amido, ha già dichiarato che a causa del rischio troppo alto non adotterà il prodotto Basf. Attualmente sul mercato esistono già varietà non OGM,  sviluppate dall'azienda tedesca Europlant e dall' azienda olandese Avebe, con le stesse caratteristiche dell'Amflora, che presenta il 20% di amido in più rispetto alla pianta convenzionale. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
Commission announces upcoming proposal on choice for Member States to cultivate or not GMO's and approves 5 decisions on GMO's. <br />
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/10/222&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AGRICOLTURAOGM, in calo le coltivazioni Ue</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=479</link>
            <description><![CDATA[Crescita modesta per  le colture mondiali di piante transgeniche nel 2009, e solo nei Paesi in via di sviluppo. Secondo il “Global Status of Commercialized Biotech/GM Crops: 2009”, il rapporto annuale pubblicato dall’International Service for the the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA), la superficie totale ha raggiunto 134 milioni di ettari (330 milioni di acri) in 25 paesi, con una crescita del 7 % rispetto al 2008. <br />
Paese leader nella produzione mondiale sono ancora gli Stati Uniti, con 64 milioni di ettari (principalmente soia, mais, cotone e colza), mentre il Brasile, con 21, 4 milioni (soia, mais e cotone),  è divenuto il secondo grande coltivatore,  superando anche se solo di poco l’Argentina (21.3). Al terzo posto c’è l’India, con 8.4 milioni di ettari (cotone), seguita da Canada (8.2)  e Cina (3.7) che, oltre al cotone, ha introdotto anche pomodoro e  pioppo. <br />
L’ISAAA confida molto nei progressi fatti in Cina, in particolare per la recente decisione da parte del governo di emettere certificazioni di biosicurezza  per riso e mais, che dovrebbe aprire le porte alla produzione nel continente. Dal confronto con i dati del 2008, però, emerge   che la superficie totale coltivata è passata da 3.8 milioni di ettari a 3.7,  indicando così un calo anziché un vero sviluppo. La vera novità è invece rappresentata dallo scenario europeo, dove si è avuto un crollo delle colture biotech del 12 % (dai 107.719 milioni di ettari nel 2008 si è scesi a 94.750) e dove  sono solo 6 su 27 gli Stati dell’Unione che coltivano il prodotto transgenico in seguito alla sospensione delle coltivazioni del mais MON810. La Spagna produce l’80 per cento del mais OGM, seguita da Repubblica Ceca, Portogallo, Romania, Polonia e Slovacchia, ma con lievi progressi solo per il Portogallo. <br />
A “salvare” la tecnologia transgenica sono i Paesi in via di sviluppo, con 7 milioni di ettari rispetto ai 2 milioni dei paesi industrializzati, una crescita dovuta in buona parte al Brasile (+35%). A parte l’ingresso del Costa Rica, si registra un lieve progresso in Sud Africa che, con i suoi 2.1 milioni di ettari, rimane il maggiore Stato produttore nel continente, seguito da Egitto e Burkina Faso.  <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.isaaa.org/resources/publications/briefs/41/executivesummary/default.asp" target="_blank" class="linksulbianco">Global Status of Commercialized Biotech/GM Crops: 2009 <br />
The first fourteen  years, 1996 to 2009</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Tue, 23 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>&quot;In calo le coltivazioni Ogm in Europa, ora anche l'Italia dia una risposta concreta&quot;</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=480</link>
            <description><![CDATA[<i>Fabrizio Fabbri, Direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici, <br />
commenta i dati Isaaa 2010</i><br> <br />
 "L'estensione delle coltivazioni transgeniche nel mondo non è quel fenomeno continuo e inarrestabile che qualcuno vuole far credere e non rappresenta un destino ineluttabile né per l'Europa né per i Paesi in via di sviluppo".<br> <br />
Così Fabrizio Fabbri, Direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici, commenta l'ultimo rapporto dell'ISAAA, International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Application, sulle superfici coltivate a Ogm nel 2009.<br>  <br />
"La drastica diminuzione delle superfici coltivate a transgenico in Europa - spiega Fabbri - è molto significativa perché determinata non solo dal divieto di alcuni Paesi di coltivare il mais Mon810, ma anche dal poco entusiasmo manifestato da quelli che avevano già deciso di adottarlo".<br> <br />
"Un altro dato interessante è quello della Cina - sottolinea poi il Direttore scientifico della Fondazione Diritti Genetici - un Paese che spesso viene presentato come esempio del progressivo estendersi degli Ogm, e che invece registra una diminuzione nelle superfici coltivate di ben 100mila ettari. Insomma, l'unico continente davvero Ogm continua ad essere solo quello americano".<br> <br />
"A questo punto  - conclude Fabbri - diventa sempre più urgente che anche l'Italia dia una risposta concreta, anche alla luce di sentenze di tribunali amministrativi che esigono risposte politiche e strumenti normativi che siano risoluti e risolutivi." <br />
<br />
Ufficio stampa e comunicazione<br />
Simona Galasso<br />
06 86 38 49 41<br />
349 32 18 071<br />
galasso@fondazionedirittigenetici.org<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
 <br />
 <br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Tue, 23 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>AMBIENTEOgm, confermata la messa al bando in Svizzera</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=478</link>
            <description><![CDATA[Il Comitato scientifico dell’Assemblea nazionale svizzera ha proposto di prolungare di tre anni la moratoria delle coltivazioni transgeniche vigente sul territorio dal 2005, la cui scadenza era stata fissata a Novembre 2010. <br />
Arriva così la conferma sul piano scientifico della posizione già assunta dal Consiglio degli Stati lo scorso Dicembre, che ribadisce l’opportunità di attendere i risultati delle sperimentazioni scientifiche – previsti per la metà del 2012 - per valutare gli effetti sanitari e ambientali degli OGM. La decisione risponderebbe anche alle aspettative dei cittadini svizzeri che, in un sondaggio realizzato dalla Fondazione nazionale per le scienze su rischi e benefici delle piante geneticamente modificate, si è espressa al 60% a favore di un prolungamento della moratoria. <br />
Lo studio ha fatto emergere, tra l’altro, come le attitudini del pubblico rispetto all’adozione degli OGM in agricoltura siano rimaste stabilmente contrarie nell’arco di sei anni e nel corso dei numerosi dibattiti promossi sull’argomento dalle istituzioni.<br />
Il governo svizzero si prepara infatti a modificare la normativa nazionale e a tal fine ha approvato un programma nazionale di ricerca (NFP59) per far luce sui diversi aspetti della sicurezza dell’applicazione biotecnologica, compresa l’accettazione da parte dei consumatori e le opportunità sul piano socio-economico, tenendo conto che le attuali disposizioni di legge non sono sufficienti a regolare la coesistenza fra colture tradizionali e transgeniche, specie per quanto concerne la responsabilità civile e la cooperazione fra produttori confinanti. Il programma comprende anche la valutazione delle sperimentazioni su campo di due varietà di grano OGM la cui semina è prevista ancora nel 2011. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.nfp59.ch/e_index.cfm<br />
" target="_blank" class="linksulbianco">National Council commission in favour of an extension of the moratorium on gene technology</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM, positivo che il dibattito istituzionale accolga la soluzione del decreto d'urgenza</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=476</link>
            <description><![CDATA["Osserviamo con piacere che il dibattito istituzionale relativo alla sentenza del Consiglio di Stato che autorizzerebbe la coltivazione di Ogm in Italia, si avvia a indicare come risolutiva quella strada che già da tempo  avevamo segnalato al Ministro dell'Agricoltura come l'unica percorribile, cioè un decreto d'urgenza". <br />
 <br />
Così la Fondazione Diritti Genetici interviene nuovamente nel dibattito sugli Ogm riaperto dalla sentenza del Consiglio di Stato del 19 gennaio. <br />
 <br />
"Il 2 febbraio scorso  - si legge in una nota dell'Ufficio Comunicazione - abbiamo infatti sollecitato il Ministro Zaia all'emanazione di un decreto d'urgenza che ripristini, adeguatamente rformulati e rafforzati, i contenuti fondativi della Circolare 31 marzo 2006, la cosiddetta "Circolare Alemanno". A questo punto è opportuno però stringere i tempi di realizzazione, visto che i motivi di preoccupazione legati alla possibile coltivazione di mais transgenico nel nostro Paese sono molti, primo fra tutti le serie ripercussioni sull'ambiente rurale, come ormai documentato da un'ampia letteratura scientifica".   <br />
 <br />
"Il Ministro vorrà pertanto perdonarci - conclude la nota - se, come già scrivemmo nella lettera del 2 febbraio, saremo insistenti nel monitorare che il suo intervento avvenga nei giusti tempi, per avere la garanzia che il nostro sistema agroalimentare, fiore all'occhiello del Made in Italy, non cada preda dell'anarchia".<br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Wed, 10 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>SOCIETA’OGM, maggioranza contraria in Australia</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=477</link>
            <description><![CDATA[Il livello di accettazione pubblica degli OGM in Australia non è cambiato di molto negli ultimi sette anni e dimostra come la maggioranza sia ancora contraria. Queste le conclusioni di  un sondaggio nazionale svolto dallo Swinburne University’s National Science and Technology Monitor (SNSTM), volto ad analizzare le attitudini degli australiani verso la scienza e la tecnologia. <br />
Dalle interviste telefoniche condotte nel settembre 2008 su un campione di mille persone è risultato che il livello di accettazione degli OGM è di 3.9 su una scala di 10, che costituisce la soglia di massimo gradimento della tecnologia. <br />
Secondo Michael Gilding, uno degli autori dello studio, se si confrontano tali dati con quelli ottenuti nel precedente  sondaggio effettuato nel 2003, in cui il livello medio era di 4.2,  si osserva come la percezione pubblica e il grado di accettazione dei prodotti transgenici non siano mutati in senso positivo, nonostante la fine della moratoria. <br />
Lo studio conferma inoltre che a determinare il cambiamento verso una maggiore accettazione non è il grado di conoscenza della tecnologia, e che in particolare, per quanto concerne la clonazione e le staminali, i cittadini hanno più fiducia nelle istituzioni di ricerca pubblica che negli scienziati che ricevono fondi dalle industrie. Si tratta di un aspetto cruciale del processo di innovazione tecnologica, comune anche ad altre indagini condotte nei paesi europei, e che indica come il supporto alla scienza “controversa” derivi in buona parte dalla percezione che essa sia finanziata e controllata da interessi pubblici, per un diffuso bisogno di maggiore trasparenza, partecipazione e comunicazione. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<br />
<a href="http://www.swinburne.edu.au/chancellery/mediacentre/media-centre/news/2010/02/attitudes-to-gm-agriculture-unchanged" target="_blank" class="linksulbianco">Attitudes to GM agriculture unchanged</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Wed, 10 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>OGM &amp; POLITICAIndia, moratoria per la melanzana transgenica</title>
            <link>http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=475</link>
            <description><![CDATA[La mancanza di un consenso unanime da parte della comunità scientifica,  i dubbi sollevati da alcuni scienziati e la forte opposizione da parte della società civile e di molti membri del governo, hanno indotto il Ministro dell’ambiente indiano a non autorizzare la coltivazione della melanzana transgenica. Il rilascio della “brinjal” , contenente i geni di resistenza del suolo Bacillus Tauringensis (BT), sarà sospeso a tempo indeterminato da una moratoria invocata dal Ministro, che ha motivato la propria decisione in base al principio di precauzione fino a quando ulteriori studi chiariranno i molti aspetti ancora incerti sui rischi a lungo termine del prodotto transgenico, sia per la salute dei cittadini che a livello ambientale. <br />
L’India è il maggiore produttore mondiale di “brinjal” e la coltivazione in campo aperto dell’OGM implicherebbe la distruzione di un ricco patrimonio genetico che conta oltre 4000 varietà. Il Ministro Jairam Ramesh ha pertanto ritenuto leciti i motivi alla base della forte opposizione sociale, arrivata nei giorni scorsi anche allo sciopero della fame, e ha dichiarato che il periodo di moratoria aprirà un dibattito approfondito in Parlamento sulla questione controversa delle biotecnologie. A questo proposito, il rappresentante istituzionale ha invitato a riflettere “sull’importanza strategica dell’ industria sementiera e del controllo da parte del pubblico e degli agricoltori, anche se vengono incoraggiati gli investimenti privati nella biotecnologia agricola”. Ha inoltre proposto di rendere operativo un organismo di regolamentazione indipendente, che soddisfi  le richieste avanzate da scienziati e dalle organizzazioni della società civile, e di modificare il nome del Comitato per l’approvazione dell’ingegneria genetica (GEAC) in Comitato per la valutazione dell’ingegneria genetica. <br />
<br />
Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/files/indiareport.pdf" target="_blank" class="linksulbianco">Decision regarding Bt Brinjal. Minister’s Report and Annexures</a><br />
]]></description>
            <category>News</category>
            <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
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