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La nostra storia

Fondato nel 2003 da personalità del mondo della scienza, della cultura e dell’economia, il Consiglio dei Diritti Genetici Onlus si è occupato di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Lo scopo era quello di sperimentare un rinnovato dialogo fra le domande della società e le risposte della scienza, e facilitare la processualità di un modello di government condivisa delle innovazioni in campo biotecnologico, basate sul principio di massima precauzione. L’attività pubblica dell’associazione è cominciata con il lancio di un appello alla precauzione sugli organismi geneticamente modificati, documento sottoscritto da centinaia di persone tra studiosi, intellettuali, giornalisti e semplici cittadini.

Nel 2004 il Consiglio dei Diritti Genetici ha affermato il proprio ruolo innovativo e di rappresentanza indipendente delle tematiche biotecnologiche, avviando una serie di progetti e ponendo le basi per la realizzazione, negli anni seguenti, di iniziative di alto profilo, alcune delle quali sono state ereditate dalla Fondazione. Si tratta, in particolare, del Congresso Internazionale Scienza e Società – la frontiera dell’invisibile, un’occasione di confronto tra società, ricerca e cultura sulle conoscenze più avanzate nel settore delle biotecnologie, che nella sua prima edizione, attraverso il coinvolgimento di scienziati di fama internazionale e dei massimi vertici della politica, si è occupato di nutriceutical, biomedicina, nanobiotecnologie.

Il secondo progetto che prende avvio nel corso dell’anno riguarda la creazione di un portale web inteso come strumento di informazione, comunicazione, e approfondimento su applicazioni e impatti delle biotecnologie, organizzato su un duplice livello di comunicazione, specialistico e divulgativo, che ha consentito di raggiungere un pubblico differenziato ed eterogeneo, dal mondo scientifico a quello dei media, fino al coinvolgimento di tutta l’opinione pubblica interessata.

Nello stesso anno ha inizio la fase operativa di Grano o Grane, progetto lanciato negli ultimi mesi dell’anno precedente, teso a verificare le conseguenze della possibile introduzione, in Italia, di grano transgenico. In collaborazione con autorevoli Università ed Enti scientifici è stata avviata una ricerca interdisciplinare che ha toccato tutte le molteplici implicazioni dell’eventuale arrivo della pianta GM. A ciò si è affiancato un confronto con tutti i soggetti economici e istituzionali del sistema agroalimentare italiano, teso a individuare le opportune convergenze tra le iniziative di ricerca e le attività di qualificazione della produzione e dell’immagine della filiera grano nazionale. I risultati ottenuti da tale indagine – ora conclusa - sono stati poi rilanciati e trasmessi presso le imprese e le istituzioni del Nord America, e raccolti in un libro, Grano o grane. La sfida ogm in Italia, Manni Editore.

Un quarto progetto vede la luce nel corso del 2004, l’Osservatorio Agrobiotecnologie, con lo scopo di raccogliere ed elaborare la documentazione relativa alle richieste di commercializzazione (Notifiche) di piante geneticamente modificate presentate ai sensi della Direttiva 2001/18/CE e del successivo Regolamento 1829/2003/CE. Attraverso un gruppo di esperti, l’Osservatorio reperisce e analizza tutte le informazioni accessibili al pubblico relative ai prodotti oggetto della richiesta, per stendere poi un rapporto critico di sintesi e promuovere in tal modo la partecipazione informata del pubblico al processo decisionale europeo.

Il 2005 ha permesso al Consiglio dei Diritti Genetici di consolidare le attività iniziate nell’anno precedente e di arricchirsi di nuove iniziative che hanno confermato il ruolo della Onlus come caso inedito di associazione nazionale indipendente in campo biotecnologico, all’avanguardia dal punto di vista scientifico e sociale. Accanto al proseguire e al consolidarsi della struttura dell’Osservatorio Agrobiotecnologie e all’incessante lavoro di aggiornamento e perfezionamento del sito web, la seconda edizione del Congresso Internazionale Scienza e società – la frontiera dell’invisibile ha affrontato temi quali la brevettabilità del vivente, il riduzionismo scientifico e la governance dell’innovazione biotecnologia. In tale ambito è stata resa pubblica una lettera aperta indirizzata ai leader dei due schieramenti politici italiani e ai segretari di tutti i partiti, in cui il Presidente Mario Capanna chiedeva loro di assumere una posizione chiara in materia di OGM. Alle risposte di Fausto Bertinotti e di Alfonso Pecoraro Scanio, è seguita quella di Romano Prodi, giunta nel marzo successivo, in concomitanza con la presentazione del progetto Mediabiotech, nella quale il futuro Presidente del Consiglio condivideva l’adozione del principio di precauzione e sottolineava la necessità di un grande dibattito pubblico in materia.

Nello stesso anno diventa operativo anche il progetto Vite Vita, elaborato nell’anno precedente con l’obiettivo di studiare le applicazioni e gli impatti della vite geneticamente modificata sull’ambiente, la salute ed i sistemi socio-economici, al fine di rispondere a tutti coloro che sono chiamati a compiere scelte informate sul tema delle biotecnologie applicate alla vite.

La seconda grande iniziativa del 2005 riguarda la realizzazione del I Rapporto OGM e stampa italiana, presentato pubblicamente nel febbraio 2006, realizzato nell’ambito del progetto MediaBiotech, un osservatorio di analisi dell’informazione giornalistica sulle biotecnologie che intendeva definire modalità linguistiche, comunicative e percettive adottate dal mondo dell’informazione, della ricerca, della società, sulla questione dell’innovazione biotecnologia.

Accanto a queste due nuove iniziative, nel 2005 il CDG ha promosso la realizzazione del progetto Codex Alimentarius che, con l’obiettivo di garantire la protezione dei consumatori e la tutela della qualità alimentare, si propone di accrescere la capacità del sistema-Paese di seguire e condizionare i negoziati del Codex in materia biotecnologica, producendo expertise scientifico e giuridico ad hoc.

Il terzo anno di vita del Consiglio dei Diritti Genetici, il 2006, vede una struttura ormai stabile e forte, che si giova di un metodo di lavoro orizzontale e multifunzionale in grado di creare sinergie e contaminazioni più che positive tra le figure professionali che vi lavorano, punto di riferimento nazionale per tutti coloro che, dal mondo scientifico e accademico, al mondo delle istituzioni, alla società, entrano in contatto con le problematiche connesse alle nuove biotecnologie. Parallelamente al proseguire degli studi e delle indagini connessi ai numerosi progetti in corso, il Congresso Internazionale Scienza e società – la frontiera dell’invisibile, ormai alla sua III edizione, si è affermato come naturale punto di incontro per scienziati di rango internazionale, rappresentanti del mondo politico istituzionale e società, relativamente ai temi più scottanti ed attuali legati al settore biotecnologico. L’Osservatorio Agrobiotecnologie conta un solido team di esperti e ha stabilmente assunto il ruolo di punto di riferimento a livello europeo per quanto riguarda le esperienze di partecipazione del pubblico ai processi decisionali europei nel settore delle biotecnologie. Inoltre è particolarmente attivo nella disanima delle notifiche presentate all’EFSA per poter ottenere la commercializzazione dei prodotti geneticamente modificati.

Un importante progetto che prende l’avvio nel 2006 si occupa di Organismi geneticamente modificati e alimentazione e si propone di valutare scientificamente gli effetti diretti provocati dall’utilizzo di piante geneticamente modificate come alimento base della dieta di un essere vivente e le conseguenze che questo provoca, in particolare, sulla microflora intestinale.

Oltre a ciò, l’attività svolta dal CDG nel corso dei suoi primi tre anni di vita ha permesso di creare uno schieramento sociale la cui ampiezza è stata evidenziata da un’importante iniziativa pubblica: la presentazione, nel novembre 2006, del Manifesto Agroalimentare, un documento programmatico di rilancio e sviluppo del sistema agroalimentare italiano sottoscritto e sostenuto dalle organizzazioni espressione di tutta la filiera di produzione e distribuzione agroalimentare e dalle associazioni dei consumatori.

Il 2006 è stato però senz’altro segnato dal progetto più importante ed impegnativo, la trasformazione del bagaglio di esperienza, multifunzionalità, professionalità, organizzazione, relazioni del Consiglio dei Diritti Genetici in Fondazione, un passaggio obbligato per dare alla struttura quel grado di formalità e stabilità necessario ad affrontare l’alto livello di confronto scientifico, culturale e politico che abbiamo ormai intrapreso col mondo della scienza e con la società tutta.
Le prospettive relative al futuro sviluppo delle attività della Fondazione Diritti Genetici prendono le mosse da alcuni progetti di grande portata scientifica e professionale adatti all’importante ruolo politico e sociale che una struttura di questo tipo è destinata a rivestire. Si tratta, in particolare, della seconda edizione di MediaBiotech; del progetto di bilinguismo del sito web, condizione indispensabile per rivestire quel ruolo di punto di riferimento internazionale a cui una struttura come la Fondazione non può rinunciare. Ma anche la realizzazione del progetto PSx2, Scienza partecipata e partecipazione scientifica, che si propone la costituzione di una rete internazionale di soggetti scientifici e NGO impegnate a migliorare il ruolo della società civile, e del progetto GenEticaMente, un istituto che si identifica come un polo permanente di studio e diffusione della cultura scientifica interdisciplinare. Iniziative che permetteranno alla Fondazione di porre le basi necessarie alla costruzione di una grande struttura scientifica indipendente.

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