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Agricultural Outlook 2012-2021


OECD-FAO

Archivio Dal Mondo
13 luglio 2012
Il rapporto annuale sviluppato dalla Fao e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OECD), dedicato alle prospettive future del settore agricolo mondiale, prevede che nei prossimi dieci anni i prezzi della materie prime rimarranno alti. Benché i mercati internazionali si siano stabilizzati, vari fattori come la crescita della popolazione mondiale, un reddito pro-capite più elevato, i cambiamenti delle abitudini alimentari nei paesi in via di sviluppo e l 'aumento di materie prime da destinare alla produzione di biocarburanti contribuiscono nell’insieme a rafforzare la domanda. Secondo il rapporto, per ridurre l’insicurezza alimentare la produzione agricola dovrebbe aumentare del 60% nei prossimi 40 anni; anche nel settore dei biocombustibili, la cui che espansione si prevede raddoppierà entro il 2021, sarà necessaria una produzione extra. La terra arabile totale è destinata però ad aumentare solo di poco (meno del 5% entro il 2050), mentre il 25% dei terreni agricoli è degradato, i diversi stock ittici sono sovra-sfruttati o a rischio, l’acqua scarseggia, gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e il cambiamento climatico incide negativamente sulla produzione in molte parti del mondo.
È sempre più necessario tutelare la biodiversità e gli ecosistemi, e i governi dovrebbero sviluppare programmi di investimento e di sviluppo in un contesto di uso sostenibile, ridurre i divari di produttività nei paesi del sud del mondo che assumeranno un ruolo sempre più importante nel commercio delle materie prime, rafforzare i sistemi di innovazione nel settore agricolo (ad esempio la ricerca, l'istruzione, le infrastrutture), con attenzione alle esigenze specifiche dei piccoli proprietari, incoraggiare i partenariati pubblico-privati. Le pratiche agronomiche maggiormente idonee ad aumentare la produzione agricola nel medio e lungo termine, si legge in Outlook, sono quelle agro-ecologiche, ma non si potrà prescindere dall’adozione di tecnologie innovative adatte alle diverse realtà locali ed ambientali, da crescenti investimenti da parte del settore privato e dalla riduzione degli sprechi e dell’inquinamento.

Leggi il rapporto



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