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Bumper 2011 Grain Harvest Fails to Rebuild Global Stocks


Earth Policy

Archivio Dal Mondo
16 gennaio 2012
La produzione mondiale di cereali nel 2011 ha raggiunto 2.295 milioni di tonnellate, superando con 53 milioni di tonnellate il record del 2009. Secondo i dati pubblicati dal Dipartimento Usa per l’agricoltura, anche il raccolto di mais è stato di 868 milioni di tonnellate, un massimo storico nonostante un calo dovuto alle alte temperature estive, mentre sono state registrati 689 milioni di tonnellate di grano e 461 di riso.

La Cina si conferma il primo produttore mondiale (456 milioni di tonnellate) seguita da Stati Uniti (384) e India (226), mentre i 27 paesi Ue hanno raccolto in totale 286 milioni di cerali. Gli Usa esportano più di tutti, in particolare mais (il 40% del mercato internazionale), e ora, a preoccupare gli importatori, è il fatto che il 40 % del raccolto interno nel 2011 sia stato utilizzato per la produzione di bioetanolo. Le rese sono triplicate rispetto al 1950, mentre dal 1971 fino al 1990 la produzione è cresciuta di una media di 2.2 % all’anno. Dal 1990 al 2010, però, le rese annuali sono state la metà, in un contesto di rallentamento, della contrazione delle aree disponibili per l’alimentazione pro capite, di riscaldamento climatico e minore disponibilità di acqua.

Tuttavia la produzione record non è riuscita a sopravanzare il consumo mondiale, salito a 2.280 milioni di tonnellate, in maniera da ricostruire le scorte a sufficienza. Ciò si traduce in un maggiore speculazione sui prezzi alimentari nei paesi ricchi, e in una minore sicurezza alimentare nei paesi poveri, dove le prospettive continuano ad essere negative pur di fronte ai picchi dei raccolti cerealicoli. La Banca Mondiale stima che l’aumento dei prezzi del cibo, tra giugno 2010 e dicembre 2010, avrebbe ridotto altri 44 milioni di persone in condizioni di estrema povertà.

Per approfondire:
http://www.earth-policy.org/indicators/C54/grain_2012



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