03 maggio 2010 - I primi semi della patata transgenica “Amflora”, prodotta dalla Basf e approvata dalla Commissione europea lo scorso marzo, sono stati seminati in Germania, in quindici ettari di terreno situati a Zepkow, nella bassa Pomerania.
Le prime fasi della coltivazione si sono svolte in un clima di tensione, in quanto gli attivisti giunti sul campo hanno cercato di bloccare il trasporto dei semi e la polizia è intervenuta per proteggere il terreno da possibili incursioni.
La protesta, però, non è giunta solo dagli ambientalisti ma anche dal mondo politico, dove Till Backhaus, responsabile per l’agricoltura nello stato del Mecklenburg- Bassa Pomerania, ha inviato una lettera al Ministro federale per l’agricoltura Ilse Aigner per chiedere l’immediata moratoria della particolare patata transgenica in tutta la Germania, ricorrendo come l’Austria all’applicazione della clausola di salvaguardia.
Il divieto della Amflora sarebbe giustificato- oltre che da motivi di carattere sanitario- anche dalla mancata adozione di piani di coesistenza specifici per la patata, e da linee guida idonee a monitorare gli effetti ambientali della coltivazione.
La patata transgenica EH92-527 “Amflora”, modificata per aumentare il contenuto di amilopectina, contiene un gene (nptII) che conferisce alla pianta la resistenza a due antibiotici, la kanamicina e la neomicina , di primaria importanza nella terapia. La sua approvazione come mangime e per la coltivazione a scopo industriale per la produzione di cellulosa è contestata da più parti proprio per la presenza di geni marcatori di resistenza agli antibiotici, il cui uso nelle piante transgeniche è peraltro vietato dal Dicembre 2004 in base alla Direttiva 2001/18 /EC. Il via libera concesso dalla nuova Commissione guidata da Barroso si basa sulla valutazione del rischio stilata dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha minimizzato i possibili effetti negativi sulla salute e l’ambiente.
Per saperne di più:
Genkartoffel Amflora. Anbau unter Polizeischutz