28 aprile 2010 - Sarà presentato al Tribunale del Lazio e al Consiglio di Stato il ricorso contro il decreto Zaia che vieta la coltivazione delle piante transgeniche sul territorio italiano. L’iniziativa è stata promossa da Futuragra, un’associazione di 500 agricoltori con sede in Friuli, che chiede il via libera alla semina del mais transgenico MON810 della Monsanto approvato dalla Commissione europea.
La questione risale al Gennaio 2010, quando il Consiglio di Stato accoglie l’istanza avanzata dall’agricoltore Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra, che si era visto negare l’ autorizzazione di messa in coltura di mais OGM in quanto le regioni non avevano ancora adottato le norme per garantire la coesistenza tra le colture convenzionali, biologiche e transgeniche. L’organismo giuridico decide invece che il rilascio dell’autorizzazione non può essere condizionato dall’adozione da parte delle regioni dei piani di coesistenza. Il 18 marzo, però, la Commissione Sementi istituita dal Ministero dell’agricoltura esprime un diverso parere, vietando la semina del mais OGM in base alle considerazioni di cautela formulate dalla regione Friuli Venezia Giulia che conta diverse produzioni di qualità. Posizione accolta dall’ex Ministro dell’Agricoltura Zaia, che il giorno successivo emana un decreto che vieta la coltivazione, atto controfirmato il 7 Aprile dai Ministri dell’Ambiente e della Salute.
Adesso, mentre l’associazione Agricoltori Federati di Pordenone minaccia di seminare illegalmente il mais transgenico, Futuragra si dice pronta a ricorrere alle vie legali per riportare all’attenzione la questione OGM già decisa a livello ministeriale. Il neo-Ministro Galan, però, invita tutti al dialogo: “Con il confronto è più semplice trovare soluzioni a una questione che con inutili fughe in avanti si rischierebbe di compromettere” – ha affermato oggi il Ministro. “Anche perché – ha concluso – sono un interlocutore libero da pregiudizi''.
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Agenzia Ansa, 27-28 aprile 2010