09 aprile 2010 - Il Parlamento austriaco si prepara a vietare la coltivazione della patata transgenca “Amflora” appellandosi alla clausola di salvaguardia. Il Ministero della Salute è stato infatti incaricato di predisporre gli atti normativi specifici da presentare alla Commissione europea, nei quali saranno elencate le motivazioni del divieto.
L'Unione Europea ha concesso lo scorso 2 marzo il via libera alla coltivazione della patata EH92-527 “Amflora”della BASF, geneticamente modificata per avere un contenuto maggiore di amido, da destinare all’industria della carta, e i cui scarti saranno utilizzati come mangimi. L’Austria, tuttavia, accusa il Commissario europeo alla salute, John Dalli, di aver anteposto gli interessi industriali a quelli dei consumatori e di aver ignorato le osservazioni dell'Organizzazione mondiale per la Santità (OMS) in merito alla presenza, nell’Amflora, di un gene (nptII) che conferisce alla pianta la resistenza a due antibiotici, la kanamicina e la neomicina, ritenuti di primaria importanza nella terapia medica e veterinaria.
La Direttiva 2001/18/CE vieta dal Dicembre 2004 l’uso nelle piante transgeniche di geni marcatori di resistenza agli antibiotici, ma l’Autorità per la sicurezza alimentare (EFSA) ha valutato come sicuro il prodotto della BASF, evitando di correggere l’erronea classificazione dei due antibiotici, che avevano motivato l’intervento dell’OMS e dell’Agenzia europea per il farmaco (EMEA). Secondo l’Austria, la patata Amflora costituisce invece un rischio per la salute umana e ambientale non giustificato neppure sotto il profilo industriale, considerata la disponibilità in commercio di varietà convenzionali con le stesse caratteristiche.
Toccherà ora alla Commissione valutare il ricorso austriaco alla clausola di salvaguardia, che ha già portato al blocco in sei Stati della coltivazione del mais MON810 della Monsanto, approvato nel 1998 e in attesa di rinnovo.
Per saperne di più:
OGM Anbau-Verbot in Österreich - Amflora-Verbot auch in Deutschland?