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OGM & POLITICA
Mais Ogm, stop dell'Italia

I Ministri della Salute e dell’Ambiente firmano il decreto Zaia contro la coltivazione di ibridi di mais geneticamente modificati

di Nicoletta De Cillis

OGM & POLITICA<br>Mais Ogm, stop dell'Italia


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Mais Ogm, stop dell'Italia - Versione Stampabile
   

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08 aprile 2010 - Con la firma congiunta del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e del Ministro per la Salute Ferruccio Fazio, è vietata in Italia la coltivazione del mais transgenico MON810.
La decisione convalida il decreto emesso dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia che aveva accolto la posizione della Commissione sementi, istituita proprio dal suo ministero e composta da rappresentanti regionali e dei Ministeri dell’Agricoltura, dell'Ambiente e della Salute, che il 18 marzo non aveva concesso l'autorizzazione alla coltivazione del mais Ogm. E’ stato proprio il Ministro Zaia ad esplicitare le ragioni del no alla semina su tutto il territorio del MON810: la mancanza sul piano tecnico di condizioni idonee a garantire la coesistenza tra coltivazioni OGM e convenzionali, la necessità di tutelare la biodiversità e la produzione alimentare fatta di 4500 prodotti tipici, e il volere della maggioranza dei cittadini , il 75% dei quali è contrario agli OGM.
Il mais geneticamente modificato MON810 della Monsanto, approvato nel 1998 per la coltivazione in Europa, è stato bandito da alcuni stati dell’Unione Europea, tra cui Germania, Ungheria, Austria, Lussemburgo e Grecia, che si sono appellati alla clausola di salvaguardia prevista dalla normativa europea in caso di preoccupazioni sul piano sanitario e ambientale.
In Italia, la questione della coltivazione del mais MON810 era stata sollevata dall’associazione agricola di Pordenone Futuragra, che aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato. Nella sentenza emessa il 19 gennaio 2010 i giudici avevano riconosciuto valido il ricorso in base alla considerazione che “il rilascio dell'autorizzazione alla coltivazione non può essere condizionato alla previa adozione dei piani di coesistenza che le Regioni devono adottare”.
La decisione negativa della Commissione sementi e le firme dei Ministeri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente chiudono per il momento la questione aperta presso il Consiglio di Stato.

Per saperne di più:
Agenzia Ansa - 7 aprile 2010






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