02 marzo 2010 - La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha ignorato le problematiche scientifiche e socio-economiche legate alle agro-biotecnologie e ha assunto un ruolo accondiscendente verso la loro adozione nei paesi in via di sviluppo.
A denunciarlo sono alcune organizzazioni della società civile che hanno partecipato alle fasi preparatorie della Conferenza sulle Biotecnologie Agricole nei Paesi in Via di Sviluppo (ABDC), indetta dal primo al quattro Marzo 2010 a Guadalajara, Messico.
Il meeting, sponsorizzato dal Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), si propone di implementare soluzioni urgenti all’insicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo, acuita dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dagli effetti del cambiamento climatico, e prenderà in considerazione le biotecnologie nei diversi settori agricoli e alimentari, inclusi gli OGM. Tuttavia, secondo Pat Mooney, esponente del gruppo canadese Action Group on Erosion, Technology and Concentration (ETC) e membro del Comitato Direttivo che ha partecipato alla preparazione della conferenza, nei documenti finali elaborati dalla Fao le biotecnologie vengono presentate come una scelta obbligata e ricca di potenzialità per i paesi in via di sviluppo, mentre sono del tutto oscurate opzioni alternative più opportune a tutelare la sicurezza alimentare. Mooney, che per protesta ha dato le dimissioni dal Comitato direttivo, accusa la Fao di favorire gli interessi delle industrie biotech e di sorvolare sul principio di precauzione e sui problemi relativi all’oligopolio delle multinazionali e del brevetto sui semi e la loro incidenza nei paesi poveri. Le ONG hanno anche messo in discussione l’opportunità di scegliere il Messico come sede per la Conferenza, considerata la recente decisione da parte del governo messicano di autorizzare la coltivazione sperimentale del mais transgenico. Una scelta che pone fine ad una moratoria durata dieci anni, e che minaccia di inquinare i centro di origine della varietà vegetale, rispetto alla quale hanno protestato 1500 organizzazioni di 67 paesi disposte a sottoporre il caso del mais transgenico ai tribunali internazionali.
Per saperne di più:
FAO's Biotech Meeting Dubbed “Biased for Business” as Steering Committee Member Resigns in Protest