SOCIETA' OGM, opposizione in Bulgaria
Accettate alcune proposte della società civile per bloccare le coltivazioni transgeniche di Nicoletta De Cillis |
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03 febbraio 2010 - Prima vittoria, in Bulgaria, della coalizione che si oppone alla revisione in senso permissivo della legge sull’immissione in ambiente degli organismi geneticamente modificati. Al fine di armonizzare la legislazione nazionale con le disposizioni europee, il 13 Gennaio il Parlamento bulgaro ha aperto la discussione su alcuni emendamenti alla legge sugli OGM, in particolare in relazione alla proposta presentata dal Ministro dell’Ambiente di rimuovere l’articolo 80 che vieta la coltivazione delle piante transgeniche. Le revisioni sono state subito contestate da ambientalisti, agricoltori e organizzazioni della società civile, che hanno portato il Ministro dell’Ambiente ad accettare un compromesso che continua a proibire la coltivazione degli OGM solo in prossimità della rete ecologica Natura e a riesaminare le linee guida per la coesistenza. A tal fine è stata fissata una speciale sessione parlamentare alla quale parteciperanno esperti e membri di alcune Ong, per discutere l’articolo 52 che riguarda la distanza di sicurezza dei campi transgenici dalle coltivazioni biologiche e convenzionali, misura che gli attivisti propongono sia di almeno 30 chilometri. Il conflitto riguarda anche l’articolo 79, che permetterebbe la coltivazione di alcuni prodotti ottenuti con l’applicazione della tecnologia, quali tabacco, vite, cotone, rose per la produzione di olio di rose, frumento e alcune varietà di frutta e verdura, previa deliberazione del Parlamento.
Per saperne di più:
FIRST VICTORY IN THE PUBLIC DEBATE ON THE CHANGES IN GMO LAW
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OGM & POLITICA UE, via libera per sei mais transgenici
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