Ogm, la sentenza del Consiglio di Stato non è un via libera inappellabile
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29 gennaio 2010 - Dichiarazione di Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici
“La sentenza del Consiglio di Stato ha dell’incredibile, ma non è un via libera inappellabile alla coltivazione di Ogm in Italia”. Così Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici, commenta la sentenza con cui il Consiglio di Stato obbligherebbe il Ministero delle politiche agricole a rilasciare l’autorizzazione alla semina di Ogm nel nostro Paese.
“Le vie per chiudere questa brutta pagina del Consiglio di Stato sono numerose – continua Capanna. “Basterebbe infatti un semplice pronunciamento del Ministro Zaia che ribadisse le linee-guida già approvate da Alemanno quando era Ministro dell’Agricoltura”.
“Su materie così delicate come l’introduzione di coltivazioni transgeniche - precisa poi il Presidente della Fondazione Diritti Genetici - non si può ricorrere soltanto alla magistratura ma alla volontà congiunta di politica e cittadinanza, che si è più volte espressa contro gli organismi geneticamente modificati”.
Capanna ricorda inoltre che anche in Europa ci sono margini di autonomia riconosciuti ai singoli Stati: “Se è vero che il diritto comunitario riconosce la scelta delle modalità di coltivazione, bisogna ricordare che lo stesso Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso si è detto pronto a riconoscere ai Paesi membri il principio sovranista del divieto nazionale alla coltivazione di OGM”.
Fondazione Diritti Genetici
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