16 settembre 2009 - In Cile undici organizzazioni hanno lanciato una vasta campagna di protesta contro una legge che estenderebbe i diritti di esclusiva sulle nuove varietà vegetali e aprirebbe la strada agli OGM. Guidata dall'Osservatorio Latino-americano sui conflitti ambientali
Pesticide Action Network (PAN), da associazioni indigene, di consumatori e agricoltori, questa “Rivolta contro la privatizzazione dei semi” vuole impedire che la riforma, ancora in discussione in Parlamento, faciliti la privatizzazione delle sementi a scapito del miglioramento genetico indipendente e metta a rischio la sicurezza alimentare.
A preoccupare è soprattutto l'articolo 48, che permette agli agricoltori di conservare per la semina successiva solo una parte delle varietà brevettate acquistate dalle aziende, quantitativo che deve essere inferiore rispetto alla prima semina. Le organizzazioni accusano inoltre il governo di programmare la liberalizzazione degli OGM, destinati sia alle industrie farmaceutiche che a quelle alimentari.
In Cile, settimo paese esportatore di sementi, è ammessa la coltivazione di alcune varietà transgeniche per produrre semi destinati all'esportazione e non al consumo interno, mentre è ammessa l'importazione di OGM per gli allevamenti o l'industria alimentare. Il governo ritiene invece che la nuova legge potrà stabilire diritti su quelle varietà che sono “nuove, distinti, uniformi e stabili per un periodo di tempo specifico” e che i cambiamenti incentiverebbero la ricerca agricola pubblica e privata, grazie anche all’apertura del primo centro per la proprietà intellettuale in America Latina.
Per saperne di più:
War Over Seeds