LETTURE
La creatività delle donne come elemento di innovazione in ricerca e impresa Atti del VI convegno dell’Associazione Donne e Scienza
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E’ stato sempre complesso il rapporto delle donne con la scienza, un legame difficile spesso vittima
di stereotipi di stampo maschile. Non ultimo quello di Lawrence Hanry Summers, rettore della
Harvard University, che nel 2005 definì le donne “biologicamente svantaggiate” nelle discipline
scientifiche.
Proprio ricordando questo aneddoto, Anita Calcatelli, fisica e membro del Consiglio delle
responsabili dell’associazione Donne e scienza, apre il volume “La creatività delle donne come
elemento di innovazione in ricerca e impresa”, atti del VI convegno dell’Associazione che si è
svolto a Torino nel luglio scorso come evento satellite di ESOF 2010.
Ripercorrendo le cinque sessioni del convegno – Scienza da e per tutte e tutti; Le donne e l’Europa;
Storia e memorie; Donna, scienza e società; Presenza femminile nelle imprese e nei progetti di
start up e spin off – il volume descrive identità e ruoli delle donne in vari ambiti della società
contemporanea, in particolare nel mondo della scienza, in cui giornaliste, ricercatrici e divulgatrici
raccontano la specificità del loro essere donne in un settore troppo spesso pensato e raccontato solo
al maschile.
La situazione appare simile in tutta Europa, dove gli studi più recenti sul fenomeno della
sotto-rappresentazione delle donne nella scienza e nella ricerca, rilevano il fenomeno del
cosiddetto “leaky pipe”, ovvero il “tubo che perde”. E’ una metafora ormai comunemente adottata
per raffigurare la progressiva perdita di potenziale presenza femminile ai livelli più elevati
dell’istruzione e delle carriere scientifiche e tecnologiche. Insomma, una grande potenzialità in
entrata che si riduce, ai vertici delle professioni scientifiche e tecnologiche, a poche gocce.
Da questo punto di vista l’Italia è un caso esemplare, visto che secondo il Ministero dell’Università
e della Ricerca le donne si laureano prima degli uomini e con voti più alti, accedono sempre
di più alle facoltà scientifiche, ma continuano ad essere sottorappresentate. Una realtà a cui
molte iniziative in Italia e in Europa, presentate nel volume, intendono opporsi con progetti di
informazione, educazione, sensibilizzazione.
Nella sezione “Scienza da e per tutte e tutti” il volume contiene un intervento su “MediaBiotech”,
osservatorio su informazione e biotecnologie della Fondazione Diritti Genetici. Attraverso questo
progetto la Fondazione propone un modello di informazione scientifica non solo “da e per tutte e
tutti” ma anche “con” tutte e tutti, all’insegna di un modello di ricerca partecipata e cittadinanza
scientifica.
Informazioni:
http://www.donnescienza.it/
Maria Laura Scarino scarino@inran.it
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