LETTURE
Annuario scienza e società 2010
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L’Annuario offre un monitoraggio del ruolo della scienza nella società contemporanea, mettendo a disposizione del lettore i dati pubblicati dalle fonti internazionali e nazionali più accreditate. Costituisce uno strumento utile per sapere ad esempio quali sono i migliori progetti di ricerca e in quale settore; i paesi e le aziende che nel mondo investono di più in ricerca e sviluppo; il numero dei premi Nobel per paese; chi ha pubblicato più articoli scientifici e gli studi più citati; le migliori università; il numero dei brevetti. Infine quali sono gli orientamenti del pubblico e come sono cambiati rispetto alla scienza e alle sfide dell’innovazione tecnologica.
La sezione dedicata all’Italia affronta quest’anno la questione bioetica e la copertura dei temi scientifici sui quotidiani nazionali, e presenta un’analisi comparata degli orientamenti degli studenti italiani rispetto al resto dell’Europa nel campo della scienza e della tecnologia negli anni 1989-2005.
In Italia migliora il livello di alfabetizzazione scientifica e aumenta il ricorso al web per informarsi su scienza e tecnologia. I cittadini, specie quelli più istruiti, hanno fiducia negli scienziati e nel parere degli esperti (44%) e valutano come interlocutori più credibili gli ambientalisti (18%) e le associazioni di cittadini rispetto agli imprenditori o ai rappresentanti politici (3,6%).
Un italiano su tre ritiene inoltre che scienza e tecnologia stiano cambiando troppo velocemente lo stile di vita e che siano responsabili della maggior parte dei problemi ambientali, mentre due terzi degli intervistati si riconosce nel principio di precauzione e valuta che bisognerebbe rinunciare ad una tecnologia in caso di incertezze sulla sua innocuità. La ricerca scientifica è al terzo posto tra i settori in cui sarebbe opportuno investire, e dovrebbe essere mirata in particolare alle energie rinnovabili (secondo il 46,5% degli intervistati), ai mutamenti climatici (12% nel 2009, anche se rispetto a due anni fa è minore la percezione che il clima stia diventando sempre più caldo), e alle biotecnologie (8,6%). Le nanotecnologie sono considerate invece una priorità di investimento meno urgente.
Rispetto alle scienze della vita e alle sfide bioetiche emerge invece che la metà degli intervistati è di tipo bio-moderata, ritiene che la religione limiti troppo la ricerca scientifica e attribuisce alla scienza un primato conoscitivo, si riconosce nell’evoluzionismo, è prudente rispetto alla ricerca sulle staminali di embrioni, è informata sul testamento biologico e vuole poter decidere della propria morte.
Autore: Massimiano Bucchi, Federico Neresini - Observa, Science in Society (a cura di)
Editore: Il Mulino
Pagine: 187
Prezzo: 15 euro
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