Le Piante geneticamente modificate (PGM) non sono semplicemente piante il cui genoma è stato modificato dall?uomo.
Miglioramento genetico
Fin da tempi remoti l?uomo ha iniziato a modificare il genoma delle piante utilizzando le tecniche di incrocio e selezione. Si è sviluppato così quel processo millenario di evoluzione artificiale meglio noto come domesticazione delle colture agrarie.
Negli ultimi due secoli l?arte del miglioramento genetico è diventata una scienza applicata vera e propria, con un nutrito armamentario di teorie e tecniche ben codificate e abbastanza efficaci. Nel secolo scorso, la naturale variabilità genetica tipica di una specie è stata ampliata ricorrendo all?uso di agenti mutageni (fisici e chimici) per modificare il patrimonio genetico cellulare.
In ambedue i casi citati si tratta di manipolazioni di geni evolutesi spontaneamente all?interno delle diverse popolazioni di una singola specie.
Uso dell'ingegneria genetica
Fino a pochi anni fa sembrava impossibile o quantomeno difficile lo scambio di geni tra specie o generi differenti. Ma negli ultimi decenni questo limite è stato superato grazie allo sviluppo dei metodi della biologia molecolare e dell?ingegneria genetica che hanno reso possibile il trasferimento di geni tra organismi posizionati molto lontani nella scala evolutiva. Ad esempio, le odierne tecniche di transgenesi hanno reso relativamente semplice l?introduzione e l?espressione stabile di sequenze di DNA e geni batterici e/o virali nel genoma delle piante superiori. Sono state superate le barriere allo scambio genico esistenti in natura tra organismi appartenenti a regni differenti!
Definizione
Per convenzione si considerano piante geneticamente modificate (PGM) solo quelle piante il cui genoma è stato modificato utilizzando le tecniche di ingegneria genetica. Naturalmente gli ibridi ottenuti per incrocio tradizionale tra piante delle quali almeno una è GM, si considerano PGM.
Costituiscono un sottoinsieme del più ampio gruppo degli Organismi Geneticamente modificati o OGM